Giorgetti frena la manovra: «Nessun tesoretto, deficit sotto il 3% del Pil»
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Redazione Economia
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Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, pone un argine netto alle attese dei partiti di coalizione, pronte a esprimersi in richieste di spesa per la prossima manovra finanziaria. Dopo l'upgrade di Fitch, che ha migliorato il giudizio sul debito italiano, il ministro ha infatti dichiarato che l'esecutivo opererà «in un sentiero di sicurezza dei conti», frenando così qualsiasi velleità di disporre di un immediato "tesoretto". L'obiettivo primario, come ribadito ai giornalisti a Copenaghen al termine dell'Ecofin informale, rimane il rientro del rapporto deficit-Pil al di sotto della soglia critica del 3%, traguardo che Giorgetti considera raggiungibile già entro la fine di quest'anno, complice il calo dello spread.
Sul tavolo del governo, come noto, permangono misure dall'alto costo potenziale – quali una nuova riduzione dell'Irpef per il ceto medio, l'introduzione del quoziente familiare e interventi sulla rottamazione delle cartelle esattoriali – le quali, tuttavia, dovranno necessariamente essere calibrate in funzione dei margini di bilancio che si verranno a creare. L'Istat ha certificato per il 2024 un deficit al 3,4% e una crescita del Pil allo 0,7%, numeri che, seppur in lento miglioramento, delimitano un perimetro d'azione piuttosto ristretto per il ministero.
A Milano, intanto, il sindaco Beppe Sala si gioca una partita cruciale con il voto in consiglio comunale sulla delibera per la vendita di San Siro, previsto per giovedì. La maggioranza che lo sosteneva, celebrata dopo le elezioni del 2021, appare oggi frammentata e incapace di garantire i numeri necessari: sette consiglieri di maggioranza hanno già annunciato il loro voto contrario e, senza un sostegno trasversale dell'opposizione, la proposta è destinata a essere respinta. Il primo cittadino, il quale aveva in precedenza paventato dimissioni in caso di sconfitta, si trova dunque a dover fronteggiare una situazione politica profondamente mutata, come emerso del resto la scorsa settimana con il parere negativo in giunta dell'assessora al Verde Elena Grandi, esponente di Europa Verde.
In un contesto internazionale reso ancor più complesso dalle recenti elezioni statunitensi che hanno riconfermato Donald Trump alla presidenza, le dichiarazioni del ministro Giorgetti segnalano una linea di estrema cautela. La volontà di mantenere i conti in ordine, premiata dalle agenzie di rating, prevale dunque sulle spinte populiste, indicando come la lezione degli anni passati sia stata almeno in parte appresa. L'esecutivo, in altre parole, sembra intenzionato a privilegiare la sostenibilità di lungo periodo rispetto a misure tampone dall'impatto immediato ma dagli esiti incerti.




