Raffaele Costa, funerali di Stato a Mondovì per l'ultimo liberale
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Redazione Interno
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Raffaele Costa se n'è andato a novant'anni appena compiuti, dopo una lunga malattia, nella sua Mondovì. L'ex ministro e presidente della Provincia di Cuneo è scomparso l'11 settembre e il Consiglio dei ministri ha deliberato per lui le esequie di Stato, ai sensi dell'articolo 2 della legge 7 febbraio 1987, n. 36, quella che disciplina le onoranze solenni per le personalità che hanno reso particolari servizi alla Patria.
La salma arriverà direttamente dalla Casa di riposo "Sacra Famiglia", dove era ospite, alla cattedrale di San Donato, nel cuore di Mondovì Piazza. Il rosario si celebra sabato 12 settembre alle 19 nella medesima chiesa, mentre lunedì 14, alle 15, si terrà la cerimonia funebre.
Una carriera lunga trent'anni
Nato a Mondovì l'8 settembre 1936, Costa è stato deputato alla Camera ininterrottamente dal 1976 al 2006, otto legislature nelle file del Partito Liberale Italiano, di cui divenne anche segretario nazionale nel biennio 1993-94, prima di passare a Forza Italia. La sua attività di governo è stata intensa: sottosegretario alla Giustizia negli anni 1979-80, agli Affari Esteri dal 1981 al 1983, all'Interno fino al 1987, ai Lavori Pubblici fino al 1989.
Poi gli incarichi ministeriali veri e propri: ministro per il Coordinamento delle politiche comunitarie e gli Affari regionali nel primo governo Amato, ministro dei Trasporti e della Marina mercantile nel governo Ciampi, ministro della Sanità sempre con Amato e poi nel primo governo Berlusconi. Tra il 1999 e il 2004 è stato europarlamentare, e dal 2004 al 2009 ha presieduto la Provincia di Cuneo.
Il liberalismo come metodo
La biografia politica di Costa si intreccia con una battaglia costante contro quella che lui stesso definiva la macchina burocratica dello Stato. Nei suoi libri, da L'Italia degli sprechi a L'Italia dei privilegi, ha argomentato la tesi di un liberalismo concreto, fatto di tagli alla spesa pubblica e di critica ai privilegi di categoria, non di mere enunciazioni teoriche.
Venne eletto per la prima volta nel 1976 a Cuneo, in un collegio dove il Partito Liberale riuscì a ottenere l'unico quoziente pieno che garantì ai liberali una presenza parlamentare in un anno segnato dalla polarizzazione tra Dc e Pci. Da quella posizione defilata, Costa ha attraversato la Prima e la Seconda Repubblica, seguendo un percorso che lo ha portato dal Pli a Forza Italia senza mai abbandonare il riferimento al liberalismo come chiave di lettura della politica italiana.
Le esequie di Stato e il quadro normativo
La concessione delle esequie di Stato per Costa rientra nella fattispecie prevista dall'articolo 2 della legge del 1987, che riserva tale onore alle personalità che abbiano reso particolari servizi alla Patria. La procedura prevede il feretro contornato da carabinieri in alta uniforme, onori militari all'ingresso e all'uscita dal luogo della cerimonia, la presenza di un rappresentante del governo e un'orazione commemorativa ufficiale.
A differenza del lutto nazionale, che sospende l'attività pubblica e impone le bandiere a mezz'asta su tutti gli edifici, i funerali di Stato si concentrano sul cerimoniale della cerimonia stessa. Per Costa, la scelta del luogo è ricaduta sulla cattedrale di San Donato, nella sua città natale, dove la salma giungerà direttamente dalla casa di riposo.
Un addio che coincide con un altro
La scomparsa di Costa è avvenuta lo stesso giorno di quella di Emma Bonino, leader radicale morta a 78 anni dopo una lunga malattia. Entrambi hanno ricevuto i funerali di Stato, una circostanza che ha accomunato due percorsi politici spesso distanti ma segnati dalla stessa appartenenza all'area laica e liberale del Parlamento italiano.
Sebbene le loro posizioni siano state diverse su molti temi, entrambi hanno ricoperto i ruoli di ministri, parlamentari ed eurodeputati, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato le esequie di Stato per entrambi a margine del Festival Internazionale del Riso a Vercelli. Per Bonino la cerimonia si terrà martedì a Roma, in forma laica, nella Protomoteca del Campidoglio.
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