È morto Raffaele Costa, ex ministro e ultimo segretario del Partito liberale
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Redazione Interno
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È morto all'età di 90 anni, compiuti appena tre giorni fa, Raffaele Costa, avvocato originario di Mondovì, in provincia di Cuneo, e figura di lungo corso della politica italiana. La sua scomparsa arriva dopo una lunga malattia e chiude una parabola iniziata nel 1976, quando fu eletto per la prima volta in Parlamento con il Partito liberale italiano, formazione della quale sarebbe poi diventato l'ultimo segretario nazionale tra il 1993 e il 1994, prima dello scioglimento.
Una carriera tra governo e Parlamento
Deputato per trent'anni, dal 1976 al 2006, Costa ha attraversato da protagonista il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. Il suo cursus honorum istituzionale si è snodato attraverso numerosi incarichi: è stato sottosegretario in diversi ministeri, tra cui Giustizia, Esteri, Interni e Lavori pubblici, per poi assumere ruoli di primo piano nei governi degli anni Novanta.
Nel 1992 è entrato nell'esecutivo guidato da Giuliano Amato come ministro per il Coordinamento delle politiche comunitarie e gli Affari regionali, incarico che avrebbe mantenuto anche nel successivo governo sempre presieduto da Amato. L'anno seguente è passato al ministero dei Trasporti nel governo tecnico di Carlo Azeglio Ciampi, e infine ha ricoperto la carica di ministro della Sanità nel primo esecutivo presieduto da Silvio Berlusconi, dopo le elezioni del 1994.
In quell'occasione si distinse per una serie di blitz antisprechi negli ospedali, iniziative che contribuirono a costruire la sua immagine pubblica di avversario degli eccessi della macchina amministrativa. La sua esperienza istituzionale non si è limitata al piano nazionale: tra il 1999 e il 2004 è stato parlamentare europeo, mentre dal 2004 al 2009 ha presieduto la Provincia di Cuneo, concentrandosi sui temi delle infrastrutture e della sicurezza stradale.
Nel 1997, candidato sindaco di Torino con Forza Italia, aveva sfiorato l'elezione, perdendo contro Valentino Castellani per poche migliaia di voti.
La battaglia contro la burocrazia
Il profilo politico di Costa si è costruito attorno a un liberalismo convinto e a una costante polemica contro sprechi, privilegi e lentezze amministrative. Un impegno che ha trovato espressione anche nella sua attività pubblicistica, con volumi dai titoli espliciti come L'Italia degli sprechi e L'Italia dei privilegi, nei quali denunciava le disfunzioni del sistema pubblico.
Questa sensibilità è stata ricordata dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha definito Costa "un autentico campione del pensiero liberale e un pioniere nella lotta alla burocrazia", sottolineando come quella battaglia, oggi diventata patrimonio comune, fosse stata affrontata da Costa "con decenni di anticipo e straordinaria lungimiranza".
Il cordoglio del mondo politico
La scomparsa di Costa ha suscitato numerose reazioni nel mondo politico. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha scritto sui social di unirsi al cordoglio per la scomparsa di "un protagonista della storia del liberalismo italiano", rivolgendo un pensiero particolare al figlio Enrico, capogruppo di Forza Italia alla Camera, e alla sua famiglia.
Il ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, lo ha ricordato come "un grande protagonista della politica italiana, un vero liberale impegnato nella difesa dei valori e nella lotta contro gli eccessi della burocrazia che paralizzano le attività di chi intraprende". Tajani ha aggiunto di essere stato suo assistente parlamentare e poi suo collega al Parlamento europeo, definendolo "un protagonista della vita di Forza Italia e della sua azione di governo" fin dal 1994.
Il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha parlato di "un grande uomo di Stato", mentre il deputato di Forza Italia Francesco Battistoni ha sottolineato come quella di Costa resti "una lezione liberale" destinata a rimanere.
La famiglia e l'eredità politica
Raffaele Costa era padre di Enrico Costa, avvocato e politico, oggi capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Enrico Costa, nato a Cuneo nel 1969, ha iniziato la propria militanza politica giovanissimo, nel 1990, nelle liste del Partito Liberale Italiano a Villanova Mondovì, seguendo le orme paterne.
Deputato ininterrottamente dal 2006, ha ricoperto gli incarichi di viceministro della Giustizia nel governo Renzi e di ministro per gli Affari regionali e le Autonomie negli esecutivi guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, prima di dimettersi nel luglio 2017 per dissensi su alcuni provvedimenti dell'esecutivo. Dopo esperienze in Nuovo Centrodestra, Alternativa Popolare e Azione, è rientrato in Forza Italia nel 2024.
La figura di Raffaele Costa rimane legata a una stagione politica che ha attraversato decenni, mantenendo come costante il riferimento al liberalismo e l'attenzione al territorio piemontese.
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