Andamento in rosso per le Borse europee, mentre la Commissione rivede al ribasso il Pil italiano
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Redazione Economia
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Una giornata negativa ha caratterizzato l'avvio della settimana per Piazza Affari e per le altre principali piazze finanziarie europee, le quali, dopo un avvio incerto, hanno accentuato le perdite in seguito alla diffusione delle previsioni economiche d'autunno da parte della Commissione europea. Quest'ultime, che rivedono al ribasso le stime di crescita per l'Italia per il prossimo anno, hanno introdotto un elemento di cautela tra gli investitori, i quali, già orientati alla vendita, hanno spinto gli indici in territorio negativo nonostante i recenti massimi toccati dal listino milanese.
I numeri del calo a Milano e in Europa
Nella prima parte di seduta, il Ftse Mib, principale indice della Borsa di Milano, ha perso lo 0,31%, oscillando in un range ristretto di punti e confermando una dinamica che, seppur in calo, appare contenuta dopo il tonfo più consistente registrato nella seduta di venerdì. A scendere sono stati, in misura simile, anche il Ftse Italia All Share e il Ftse Italia Star, mentre il Mid Cap ha mostrato un calo più lieve. Oltreconfine, Francoforte e Parigi hanno seguito la stessa scia ribassista, con perdite frazionali, a dimostrazione di un clima di attesa che pervade il Vecchio Continente; Londra, al di fuori dell'Eurozona, è invece riuscita a mantenersi sostanzialmente in equilibrio, distinguendosi per una relativa stabilità.
Le previsioni Ue e il quadro dei conti pubblici
Il documento della Commissione, che ha contribuito a pesare sull'umore dei mercati, delinea un percorso di crescita per l'Italia più modesto di quanto precedentemente atteso per il 2025, un aggiustamento che getta una luce diversa sulle prospettive economiche nazionali. A bilanciare parzialmente il quadro, però, si segnala una dinamica più favorevole per i conti pubblici, con il deficit che, secondo le proiezioni, è destinato a scendere al di sotto della soglia del 3% già nel 2026; questa traiettoria, qualora confermata, permetterebbe al paese di uscire con un anno di anticipo dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, un elemento di non poco conto per la sostenibilità del debito.
I settori in movimento e i titoli della difesa
In un contesto generale segnato dai ribassi, alcuni settori hanno mostrato performance contro-tendenza, distinguendosi per vivacità. In particolare, hanno guadagnato terreno i titoli legati al comparto della difesa, i quali hanno beneficiato del clima di tensione internazionale e, nello specifico, della visita del presidente ucraino a Parigi, finalizzata alla firma di accordi bilaterali sulla difesa aerea con la Francia. Tra i pochi segni positivi a Piazza Affari, si sono mossi bene anche alcuni nomi legati all'energia e a realtà industriali di nicchia, che hanno attirato l'interesse di chi cerca opportunità al di fuori delle logiche di mercato più ampie.




