Furto dei quadri di Antonello da Messina, la telefonata che ha salvato le opere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il furto dei quadri di Antonello da Messina dal Museo Regionale Accascina di Messina è stato scoperto grazie alla telefonata di una cittadina che ha segnalato la presenza delle opere lasciate davanti al museo. I ladri avevano agito indisturbati e, dopo aver portato via le sei opere dal MuMe, avrebbero abbandonato almeno due tavole sul marciapiede vicino al cancello della struttura. L’allarme è scattato la sera del 15 agosto, quando una donna messinese ha chiamato il 112 per comunicare la presenza di alcuni quadri che, secondo quanto riferito nella telefonata, potevano avere un valore molto elevato.

La segnalazione è arrivata intorno alle nove di sera e ha permesso alle forze dell’ordine di avviare le prime verifiche sul furto delle opere di Antonello da Messina. La voce nella chiamata è quella di Elisabetta Bonfato, la cittadina che per prima si è trovata davanti alle due tavole abbandonate davanti al Museo Regionale Accascina. Nel contatto con il centralino della polizia, la donna ha spiegato di aver visto dei quadri fuori dal museo, come se qualcuno li avesse rubati e poi lasciati lì, indicando la possibile presenza della refurtiva sul posto.

La scoperta delle opere lasciate davanti al museo

Le due tavole di Antonello da Messina sono state quindi individuate dopo il colpo messo a segno all’interno del museo. La telefonata al 112 ha rappresentato il primo elemento che ha fatto emergere il ritrovamento delle opere trafugate e ha dato il via agli accertamenti sulla dinamica della rapina. Secondo quanto ricostruito, tra il momento del furto e quello della fuga i ladri avrebbero lasciato la refurtiva incustodita davanti all’ingresso della struttura, dove è stata notata dalla cittadina.

Il furto dei quadri di Antonello da Messina resta ancora avvolto nel mistero, mentre proseguono le indagini per chiarire come sia stato possibile entrare nel museo e ricostruire gli spostamenti dei responsabili. Gli autori del colpo sarebbero riusciti ad agire in pochi minuti e poi a far perdere le proprie tracce. La presenza delle opere all’esterno del Museo Regionale Accascina ha aggiunto un elemento centrale alla ricostruzione investigativa, perché ha permesso di recuperare almeno parte delle opere trafugate subito dopo la loro sottrazione.

Le indagini dopo il furto al Museo Regionale Accascina

Le indagini sul furto delle opere di Antonello da Messina sono coordinate dal capo della Squadra mobile Simone Scalzo. Gli investigatori stanno continuando a esaminare le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza presenti vicino al museo e nelle aree circostanti per cercare elementi utili a ricostruire la modalità di fuga dei ladri. L’obiettivo degli accertamenti è individuare il percorso seguito dopo il furto e raccogliere informazioni sulla dinamica dell’azione.

Il ritrovamento delle due tavole davanti al cancello del museo è avvenuto nella stessa serata in cui erano state sottratte le sei opere di Antonello da Messina dal MuMe. La chiamata della cittadina che ha notato i quadri sul muretto della recinzione ha permesso di segnalare rapidamente la presenza della possibile refurtiva. Ora gli accertamenti proseguono attraverso l’analisi delle telecamere e delle informazioni raccolte dagli investigatori per fare luce sul furto avvenuto durante la sera di Ferragosto.

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