Marc Marquez ritrova il feeling e vola nelle pre-qualifiche di Austin, Bezzecchi quarto e Bagnaia settimo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La giornata texana del Circuit of the Americas, che per sua natura alterna tratti rapidi a cambi di direzione bruschi capaci di mettere in difficoltà l’assetto delle moto, ha restituito un copione già ampiamente visto in passato, con la Ducati ufficiale tornata a dettare legge dopo una sessione mattutina che era sembrata poter raccontare una storia diversa. Marc Marquez, infatti, dopo la scivolata nella FP1 che gli aveva procurato forti abrasioni senza fortunatamente conseguenze fisiche più gravi, ha saputo ribaltare le sensazioni negative accumulando giri di qualità nel pomeriggio, fino a firmare il miglior tempo assoluto con un 2’00″927. Un crono che lo pone a meno di un decimo dal primato assoluto della pista, quello che Maverick Viñales aveva stabilito nel 2024, e che lo ha proiettato in vetta a una classifica estremamente compatta, con i primi dieci piloti racchiusi in appena 652 millesimi.

La risposta del campione dopo la caduta e la pressione di Ogura

Quello che colpisce, osservando l’andamento delle pre-qualifiche sul circuito texano, è la capacità del pilota spagnolo di aver gestito con lucidità un venerdì potenzialmente insidioso; la caduta della mattina, arrivata senza strascichi fisici rilevanti, non ha scalfito la sua determinazione, anzi, sembra avergli fornito la spinta per affinare ulteriormente il lavoro sul setup della sua Ducati GP26. Nel momento decisivo del turno combinato, Marquez ha sfoderato un giro pulito e incisivo, trovando subito un ritmo solido sia con gomme usate – elemento fondamentale per la gestione della gara Sprint e del lungo stint di domenica – sia sul giro secco, dimostrando ancora una volta di possedere un rapporto quasi simbiotico con l’asfalto di Austin. A insidiarlo, però, c’è un avversario forse inaspettato come Ai Ogura, il pilota della Trackhouse Aprilia che ha chiuso a soli 53 millesimi di distacco, confermando il buon momento di forma sua e della Casa di Noale, la stessa che aveva dominato il precedente Gran Premio del Brasile.

Una sessione ricca di cadute ma senza conseguenze per i protagonisti

Il pomeriggio di Austin, oltre a offrire spettacolo in termini di competitività cronometrica, è stato caratterizzato da un elevatissimo numero di incidenti, con il conteggio che è arrivato a toccare quota nove cadute; un dato, questo, che restituisce l’idea di quanto le condizioni del tracciato e la ricerca del limite estremo abbiano messo a dura prova i ventidue piloti in pista. Fortunatamente, nessuno di questi episodi ha avuto conseguenze fisiche gravi per gli atleti coinvolti, i quali hanno potuto rientrare ai box per proseguire il lavoro in vista delle qualifiche. In questo contesto di alta tensione e rischio, la gestione delle gomme e la capacità di trovare il filo conduttore tra le uscite sono diventate variabili determinanti, e Marquez ha saputo sfruttare al meglio ogni minuto a disposizione, risalendo la china dopo un avvio di giornata che avrebbe potuto compromettere il suo consueto predominio in terra americana.

Gli italiani in pista: cinque in Q2 con Bezzecchi e gli altri

Guardando al fronte italiano, la prestazione collettiva ha regalato soddisfazioni significative in ottica qualifica: ben cinque piloti nostrani hanno infatti ottenuto il pass diretto alla Q2, saltando il primo taglio eliminatorio. Marco Bezzecchi, reduce dalla doppietta della Aprilia nel Gp del Brasile dove aveva trionfato davanti a Jorge Martin, ha centrato la quarta piazza, mostrando continuità di rendimento e una confidenza crescente con la sua moto. Più indietro, ma comunque saldamente nella sessione decisiva di sabato, si è piazzato Francesco Bagnaia, settimo, il quale dovrà cercare di recuperare il distacco dalla vetta in una pista che storicamente lo ha visto soffrire maggiormente rispetto ad altri circuiti. Completano il gruppo degli italiani qualificati direttamente Fabio Di Giannantonio e gli altri rappresentanti della scuola transalpina, tutti a caccia di una posizione di partenza che possa garantire un vantaggio nella breve distanza della Sprint. Il programma di sabato, con la terza sessione di prove libere, le qualifiche e la gara Sprint, si preannuncia quindi decisivo per capire se Marquez riuscirà a trasformare la leadership del venerdì in un risultato concreto o se Ogura e il gruppo degli inseguitori, così ravvicinati, riusciranno a scardinare il suo primato.

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