San Siro hub della salute, sabato 28 marzo vaccinazioni grifuiti e screening oncologici nel tempio del calcio

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’operazione, pensata per abbattere le barriere dell’accesso ai servizi sanitari, trasformerà per un’intera giornata lo stadio Giuseppe Meazza – meglio noto come San Siro – in un presidio di prevenzione a cielo aperto. Sabato 28 marzo, dalle 9 alle 16, i cancelli del celebre impianto sportivo si apriranno non per un evento calcistico ma per accogliere cittadini di tutte le età in un percorso di salute gratuito, situato a pochi metri dal terreno di gioco, con ingresso dal Gate 9. L’iniziativa, promossa dall’assessorato al Welfare di Regione Lombardia insieme ad ATS Milano e alle tre principali ASST del territorio – il Fatebenefratelli Sacco, i Santi Paolo e Carlo e il Niguarda – punta a intercettare anche quella fetta di popolazione che, per consuetudine, fatica a rivolgersi ai canali tradizionali della sanità pubblica.

Un’offerta vaccinale ampia che spazia dagli adolescenti agli over 65

La giornata, concepita come un vero e proprio open day senza necessità di prenotazione, prevede la somministrazione di una rosa diversificata di vaccini. Particolare attenzione sarà riservata alla vaccinazione contro il papillomavirus umano (Hpv), offerta gratuitamente a ragazze e ragazzi fino al compimento del ventiseiesimo anno di età: una scelta, questa, che riflette la consapevolezza, sempre più radicata nella comunità scientifica, del ruolo cruciale della copertura vaccinale nella prevenzione primaria non solo del tumore alla cervice uterina, ma anche di altre neoplasie correlate al virus. Per la popolazione adulta, invece, sarà possibile effettuare i richiami programmati per difterite, tetano e pertosse, mentre gli over 65 e i soggetti definiti “fragili” potranno accedere ai vaccini contro pneumococco e herpes zoster. L’elenco dei presidi preventivi offerti include, inoltre, la possibilità di ricevere informazioni dettagliate e procedere alla prenotazione degli screening oncologici di popolazione per i tumori della mammella, del colon-retto e, appunto, della cervice uterina.

La prevenzione scende in campo per avvicinare i cittadini ai servizi

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha sottolineato come l’obiettivo principale sia quello di “portare i vaccini e la prevenzione tra la gente”, utilizzando un luogo simbolo dello sport per trasformarlo in uno spazio di sensibilizzazione pubblica. La scelta dello stadio, in questo senso, non è affatto casuale: si tratta di un contenitore emotivo capace di attrarre un pubblico vasto e variegato, allontanando l’idea dell’ospedale come unico luogo deputato alla cura. Si tratta di una strategia, come è stato spiegato, che punta a rendere il gesto della prevenzione più immediato e concreto, quasi “a bordo campo”, nella convinzione che un piccolo gesto oggi possa tradursi in una significativa riduzione di patologie gravi in futuro.

Il valore della vaccinazione Hpv e il richiamo alla consapevolezza femminile

In un’ottica più ampia di educazione alla salute, l’evento di San Siro si colloca in un percorso di sensibilizzazione già avviato lo scorso gennaio in occasione della Settimana della Prevenzione del Cancro Cervicale. Nonostante il carcinoma del collo dell’utero rappresenti una neoplasia quasi interamente prevenibile grazie alla combinazione di vaccinazione e screening (Pap-test e Hpv Dna test), persistono ancora oggi fenomeni di disinformazione o sottovalutazione che portano molte donne a trascurare questi strumenti. L’hub temporaneo di San Siro si propone quindi anche come un’occasione per fornire consulenze e chiarimenti sui corretti stili di vita, tentando di ricucire lo strappo tra l’efficacia teorica della medicina preventiva e la sua applicazione pratica nella vita quotidiana dei cittadini, spesso ostacolata da ritmi frenetici o da una percezione distorta del rischio.

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