Caldo, polemiche e un ottavo di finale: Francia e Paraguay si sfidano a Filadelfia

Caldo, polemiche e un ottavo di finale: Francia e Paraguay si sfidano a Filadelfia
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   A Filadelfia, per l'ottavo di finale dei Mondiali 2026, la sfida tra Francia e Paraguay si gioca sotto il segno di un caldo opprimente e di una polemica a distanza che ha riacceso vecchi rancori. Il Servizio Metereologico Nazionale americano ha emesso un'allerta per il calore, con temperature percepite che potrebbero toccare i 46 gradi, una condizione che influenzerà inevitabilmente le sorti del match, in programma alle 23 italiane (le 17 locali) al Lincoln Financial Field.

Se da un lato i blues di Didier Deschamps, grandi favoriti del torneo, cercano di adattarsi a un clima proibitivo, dall'altro le dichiarazioni dell'ex portiere paraguaiano José Luis Chilavert hanno acceso un dibattito ben più acceso di qualsiasi previsione tattica.

L'inferno di Philadelphia e le contromisure di Deschamps

La sfida tra la nazionale più prolifica del torneo, forte di tredici reti segnate, e la rivelazione paraguaiana, che ha eliminato la Germania ai rigori, si giocherà in condizioni estreme. Con un tasso di umidità superiore al 40%, le temperature potrebbero superare i 38 gradi, se non toccare i 43, trasformando il campo in una vera e propria fornace.

I francesi, che devono fare i conti con un avversario in più, hanno messo in atto protocolli specifici per mitigare gli effetti del caldo, come dichiarato dallo stesso Deschamps e dai giocatori Bradley Barcola e Jules Koundé, che hanno sottolineato l'importanza dell'idratazione e dell'adattamento a queste condizioni climatiche atipiche per il calcio europeo.

La partita, che si gioca in concomitanza con le celebrazioni per il 250° anniversario dell'Indipendenza americana, rischia anche di essere condizionata da forti temporali previsti in serata, con la Fifa che sta valutando l'evolversi della situazione.

Il retroscena: Dugarry e la replica di Chilavert

A distanza di ventotto anni, il fantasma del confronto mondiale del 1998 aleggia sulla vigilia dell'ottavo di finale. L'ex attaccante francese Christophe Dugarry, che in quella partita rimase in panchina, ha riaperto le ostilità con dichiarazioni al vetriolo, definendo il gioco offensivo del Paraguay "catastrofico" e pronosticando una "umiliazione" per i sudamericani, rei di volersi solo difendere perché "incapaci" di proporre calcio.

Le sue parole, cariche di supponenza, hanno trovato una replica durissima e, per molti, inaccettabile da parte di José Luis Chilavert, il portiere titolare di quella selezione. L'ex estremo difensore, rispondendo su X, ha scritto che nel 1998 il Paraguay affrontò "i francesi", mentre ora si troverà di fronte "una nazionale africana".

La lunga scia di polemiche dell'ex portiere

L'uscita di Chilavert, che la stampa francese ha prontamente condannato come razzista, non rappresenta un episodio isolato. La leggenda paraguaiana, che in passato si è distinto per un carattere focoso e dichiarazioni al limite, negli ultimi anni ha alimentato numerose polemiche con commenti giudicati omofobi e xenofobi. In passato aveva già preso di mira Kylian Mbappé e Vinícius Júnior, scatenando l'indignazione dell'opinione pubblica.

La sua frase sulla Francia multietnica ripropone uno stereotipo utilizzato dagli ambienti dell'estrema destra europea, mettendo in discussione l'identità nazionale di giocatori che sono cittadini francesi a tutti gli effetti. Il dibattito, dunque, si sposta ben oltre i confini del rettangolo di gioco, contrapponendo la supponenza di Dugarry, che parla di calcio, all'ignoranza di Chilavert, che colpisce fuori dal campo.

La sfida in campo: l'attacco francese contro il muro paraguaiano

Al netto delle polemiche, la partita si preannuncia come un classico confronto tra il miglior attacco del torneo e una delle difese più organizzate. La Francia, che schiererà il suo quartetto stellare composto da Mbappé, Dembélé, Olise e Barcola, dovrà vedersela con la solida retroguardia paraguaiana, guidata dal portiere Orlando Gill, fin qui il migliore del mondiale per numero di parate.

Il ct paraguaiano Gustavo Alfaro, reduce dall'impresa contro la Germania, punterà sull'ordine tattico e sulla capacità di pressare asfissiantemente gli avversari per cercare di fermare la corazzata francese. Mentre i precedenti storici sorridono ai blues, che non perdono contro una sudamericana in un mondiale dai tempi di Argentina 1978, il Paraguay cercherà di scrivere un'altra pagina di storia, consapevole che il caldo di Philadelphia potrebbe essere un alleato prezioso per rallentare le stelle di Deschamps.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.