Fedrigoni, la chiusura di Giano e le conseguenze per i lavoratori

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La chiusura della Giano S.r.l., annunciata dal Gruppo Fedrigoni, ha scatenato una serie di reazioni a catena che rischiano di avere ripercussioni significative non solo per i 195 lavoratori coinvolti, ma anche per l'intero settore industriale della regione Marche. Durante l'incontro in Regione con l'assessore al Lavoro Stefano Aguzzi, i sindacati hanno espresso preoccupazione per l'effetto domino che questa decisione potrebbe provocare sugli altri stabilimenti del gruppo. La protesta dei lavoratori, che ha visto la partecipazione di circa duecento persone, è stata caratterizzata da una scenografia macabra: una bara di cartone con sopra un foglio F4 Fabriano e la scritta "nato 1254 morto 2024", accompagnata da fiori di carta e messaggi di condoglianze.

L'assessore Aguzzi ha sottolineato l'importanza dell'intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), che ha deciso di convocare una riunione di approfondimento a livello nazionale per affrontare le conseguenze della chiusura. La decisione del Ministro Adolfo Urso di avviare una concertazione con i vertici aziendali e i sindacati è stata accolta con favore, ma resta l'incertezza sul futuro dei lavoratori. Molti di loro si trovano in situazioni personali difficili: chi è a pochi anni dalla pensione e non sa come arrivarci, chi ha figli piccoli da mantenere e un mutuo da pagare, chi aveva progetti di vita che ora rischiano di essere compromessi.

L'azienda ha proposto uscite incentivate volontarie, prepensionamenti e ricollocazione del personale all'interno del perimetro area Marche, ma non è ancora chiaro quanti lavoratori saranno coinvolti in queste misure. I sindacati chiedono un intervento deciso del governo per salvare la Giano e evitare ulteriori licenziamenti, sottolineando che la chiusura potrebbe avere effetti devastanti sull'economia locale. La vertenza Fedrigoni è destinata a proseguire, con nuove manifestazioni e incontri previsti nelle prossime settimane.

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