Un vento caldo soffia su Milano tra gorpcore e suggestioni orientali
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre un’insolita ondata di calore avvolge la città, la seconda giornata della Milano Fashion Week dedicata alla primavera-estate 2026 ha portato in scena collezioni che sembrano anticipare un futuro dominato da temperature sempre più estreme. Emporio Armani e Pronounce, seppur con linguaggi diversi, hanno esplorato l’idea di un guardaroba maschile leggero, capace di coniugare funzionalità ed estetica, contaminato da riferimenti culturali lontani.
Al Teatro Armani, il set avvolto in tende color avorio e il suono del vento di sottofondo hanno creato un’atmosfera che evocava paesaggi desertici. La collezione Origini di Emporio Armani ha sorpreso con una svolta inaspettata: un mix tra etno-chic e gorpcore, dove giacche tecniche e abiti sartoriali si fondevano con motivi ispirati a culture orientali. Tessuti leggeri, tuniche fluide e palette cromatiche terrose hanno disegnato una silhouette che, pur radicata nella tradizione della maison, sembrava proiettata verso orizzonti nuovi. L’assenza di Giorgio Armani, che ha seguito lo show da casa tramite FaceTime, non ha sminuito l’impatto di una visione ancora nitida, come ha confermato Leo Dell’Orco: «Era contento».
Pronounce, dal canto suo, ha giocato su un equilibrio tra minimalismo e dettagli eccentrici, con capi che strizzavano l’occhio a un oriente riletto in chiave contemporanea. Oversize strutturati e texture traspiranti hanno suggerito una risposta pratica al clima che verrà, senza rinunciare a un’estetica ricercata.




