Opere di Dalì sequestrate a Parma: la mostra chiusa dopo soli 5 giorni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Una mostra su Salvador Dalì a Parma è stata bruscamente interrotta dopo il sequestro di 21 opere ritenute non autentiche. L’esposizione "Dalì: tra arte e mito", a palazzo Tarasconi, è rimasta chiusa dopo appena cinque giorni a seguito dell’intervento dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.
L'intervento dei Carabinieri e l'indagine
Il sequestro preventivo si inserisce in un'indagine più ampia coordinata dalla procura di Roma. L'operazione nasce da una precedente mostra su Dalì tenutasi al Museo della Fanteria della capitale, durante la quale esperti della Fondazione Dalì di Barcellona avevano sollevato forti dubbi sull'autenticità di alcune opere.
La reazione degli organizzatori
La società organizzatrice Navigare srl ha reagito con veemenza, annunciando azioni legali per il "danno di immagine" subito. La società, con sede a Milano, ha dichiarato di aver agito in piena regola e che diciotto delle ventuno opere sequestrate provenivano da un'unica collezione privata italiana.
Le ripercussioni su altre mostre
La vicenda ha avuto un effetto a catena, causando il rinvio a data da destinarsi di una mostra su Frida Kahlo, "Attraverso i miei occhi", sempre organizzata da Navigare srl e prevista a Milano presso il Superstudio Più. La motivazione ufficiale è stata l'indisponibilità della location, nonostante il materiale espositivo fosse già arrivato in città.




