Svetlana Dali fermata a Malpensa, è lei la “regina dei cieli” che vola senza biglietto

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Redazione Economia Redazione Economia   -   È atterrata con la naturalezza di una turista qualunque, confondendosi tra i passeggeri del volo United Airlines 19 proveniente da Newark, ma ad aspettarla al gate di Malpensa, giovedì 26 febbraio, c'era la polizia di frontiera. La protagonista di questa vicenda, destinata a far discutere gli addetti ai lavori della sicurezza aeroportuale per molto tempo, si chiama Svetlana Dali, cittadina russa con residenza permanente negli Stati Uniti, e per lei si tratta di una vera e propria recidiva. La donna, infatti, era già riuscita nell'impresa nel novembre del 2024, quando aveva volato da New York a Parigi senza un passaporto o un Titolo di viaggio valido, salvo poi essere scoperta e processata.

L’episodio, che ha dell’incredibile per la facilità con cui sono state eluse le maglie dei controlli, si è consumato a bordo di un Boeing 777-200 partito mercoledì pomeriggio dal Newark Liberty International Airport, nel New Jersey. Durante la traversata oceanica, che dura circa sette ore e mezza, l'equipaggio si è accorto che a bordo vi era una persona non registrata in lista; nonostante la scoperta, il velivolo ha proseguito la sua rotta verso l'Italia mentre le autorità statunitensi, allertate, avvisavano i colleghi italiani. All’arrivo nello scalo lombardo, per la Dali è scattato immediatamente il fermo, e ora gli investigatori italiani, in stretta collaborazione con l'FBI e la Port Authority di New York, stanno cercando di ricostruire l'esatta dinamica dell'infiltrazione.

Una carriera da clandestina nei cieli e i guai con la giustizia americana

Non è la prima volta che il nome di Svetlana Dali finisce sui rapporti della polizia. La sua "carriera" da imbucata sembra essere iniziata molto prima del volo per Parigi del 2024. Dai documenti depositati nei tribunali federali di Brooklyn emerge un quadro preoccupante: la donna avrebbe tentato più volte di intrufolarsi a bordo di voli commerciali. Nel febbraio del 2024, gli agenti della dogana americana la trovarono nascosta in un bagno dell’aeroporto internazionale di Miami, in un'area riservata e sottoposta a stretta sorveglianza. Solo due giorni prima del riuscito volo per Parigi, la Dali era riuscita a superare i checkpoint di sicurezza del Bradley International Airport nel Connecticut, mescolandosi ad altri viaggiatori, anche se poi non era salita su alcun velivolo.

Proprio per il viaggio verso Parigi, la Dali era stata processata e condannata. Durante il dibattimento, conclusosi con una sentenza che le aveva riconosciuto il tempo già trascorso in carcere, la donna aveva fornito spiegazioni deliranti, dichiarando di sentirsi perseguitata e di essere stata avvelenata con del polonio dai servizi segreti russi e americani, motivo per cui, a suo dire, doveva fuggire per salvarsi la vita. Nonostante fosse stata posta in libertà vigilata con l'obbligo di sottoporsi a un monitoraggio elettronico tramite braccialetto, nel dicembre del 2024 la Dali tagliò il dispositivo e tentò di espatriare in Canada prendendo un autobus Greyhound, ma venne fermata alla frontiera di Buffalo.

Il mistero dei controlli elusi e le indagini in corso

La domanda che ora inquieta gli esperti di sicurezza è come sia stato possibile che una donna già nota alle autorità, recidiva e con un chiaro profilo di disagio psichico (come sostenuto anche dai suoi stessi legali), abbia potuto ripetere lo stesso copione a distanza di poco più di un anno. I protocolli di sicurezza negli aeroporti statunitensi, in teoria, prevedono strati multipli di filtraggi, dalla verifica del documento al passaggio ai metal detector, fino al controllo del cartellone d'imbarco al gate. La Dali, con ogni probabilità, ha approfittato della calca, mimetizzandosi tra i passeggeri in transito o seguendo il personale aeroportuale, come già fatto in passato. Al momento dell'imbarco, dove gli agenti della compagnia scannerizzano il codice a barra del biglietto, lei sarebbe semplicemente scivolata via, confondendosi nel gruppo.

La compagnia United Airlines, attraverso una breve nota, ha dichiarato di stare cooperando pienamente con le autorità per fare piena luce sull’episodio, sottolineando che la sicurezza rimane la priorità assoluta. L’FBI ha aperto un fascicolo per violazione della sicurezza aeroportuale, mentre in Italia la procura di Busto Arsizio valuterà se ci siano i margini per contestare alla donna il reato di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, in attesa di chiarire la sua posizione sul territorio nazionale. Il viaggio di Svetlana Dali, che per qualche ora aveva creduto di essere diventata invisibile ai controlli, si è infranto contro la realtà dell'aeroporto di Malpensa, trasformando il sogno di una fuga senza confini nell'ennesimo, paradossale capitolo giudiziario.

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