Il Como di Fabregas si rigenera per il Torino: Baturina in luce, torna Addai
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Redazione Sport
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L'aria di Como, in queste giornate di gennaio, sa di cambiamento e di attesa. Sulla soglia dell'importante sfida casalinga contro il Torino, infatti, Cesc Fabregas sta rimodellando il suo undici con la cura di un artigiano, costretto a fare di necessità virtù per l'indisponibilità del cardine offensivo Alvaro Morata. L'assenza dell'attaccante spagnolo, pesante come un macigno, spinge il tecnico a un ripensamento dell'assetto, con il ritorno al 4-2-3-1 che sembra essere l'ipotesi più concreta dopo le sperimentazioni condotte in settimana. In questo mosaico tattico, alcuni tasselli appaiono più solidi di altri: il croato Martin Baturina, per esempio, è emerso con la forza di un vulcano in eruzione, al punto da conquistarsi le lodi pubbliche dell'allenatore. "Lui è in una forma buonissima", ha dichiarato Fabregas, sottolineando come per il giovane serva "tempo per creare alternativa e fiducia", specialmente se schierato in una posizione atipica, come quella di mezzala già ricoperta da altri.
Il puzzle del centrocampo e il ritorno atteso
La ricerca della combinazione perfetta dietro all'unica punta, che dovrebbe essere il greco Vaggelīs Douvikas, ha visto Fabregas testare diverse soluzioni. Oltre a Baturina, sono stati provati in quel ruolo anche il giovane Nico Paz e l'esperto Bryan Rodriguez, mentre la posizione di Lucas Torreira sembra ormai consolidata. Una delle note più interessanti, però, riguarda lo stato di forma del francese Maxence Caqueret, che in questo contesto risulta sfavorito non solo rispetto al possibile schema a tre ma anche rispetto allo stesso Baturina per un posto nel duo mediano. A infiammare ulteriormente la competizione interna, arriva una buona notizia dal reparto recuperi: dopo un lungo stop, infatti, l'esterno Kingsley Addai è tornato a disposizione e sarà tra i convocati, a differenza di altri infortunati di lungo corso. La sua presenza aggiunge opzioni preziose a un reparto che dovrà essere vivace per impensierire la solida retroguardia granata.
Il Torino cerca riscatto dopo il passo falso con la Roma
Dall'altra parte del campo, il Torino di Marco Baroni approda al Sinigaglia con l'imperativo categorico del riscatto. La sconfitta subita in campionato contro la Roma, infatti, ha lasciato l'amaro in bocca, soprattutto perché giunta a soli cinque giorni dalla brillante vittoria in Coppa Italia contro gli stessi giallorossi; una differenza di prestazione così netta da far sembrare trascorso un tempo ben più lungo. Il ricordo del 5-1 dell'andata, poi, brucia ancora e rappresenta un ulteriore stimolo per una squadra chiamata a dimostrare carattere. Il tecnico granata, che si prepara a lanciare dall'inizio l'attaccante Duván Zapata, è perfettamente consapevole della difficoltà della prova. "Affrontiamo una squadra che sta bene mentalmente e fisicamente, anche tecnicamente", ha ammesso Baroni, aggiungendo che dai suoi sarà necessaria "una partita di grandissimo spessore, personalità e aggressività" per sperare di portare a casa un risultato positivo.
Una sfida di mentalità oltre che di tattica
Lo scontro, in programma nel primo pomeriggio, si prospetta dunque come un duello tra due realtà animate da propositi opposti: da un lato il Como, che vuole sfruttare il proprio momento positivo e la fiducia di un impianto casalingo per consolidare una posizione di prestigio; dall'altro il Torino, che deve dimostrare di aver archiviato le incertezze e di saper essere squadra anche fuori dalle mura amiche. Fabregas, con le sue sperimentazioni, punta a sorprendere e a trovare il nuovo equilibrio che compensi l'assenza di Morata, mentre Baroni conta sulla reazione d'orgoglio di un gruppo che, nonostante tutto, ha mostrato di avere qualità. La partita si giocherà molto su questi aspetti psicologici, oltre che sul campo, dove le scelte tecniche dei due allenatori saranno sottoposte a un severo esame.




