Api passa a Socar, si chiude un'epoca per i petroli italiani

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il panorama energetico nazionale, dopo decenni di protagonismo italiano, registra una cesura storica con il passaggio di Api – Anonima Petroli Italiana – sotto il controllo della società di Stato azera Socar. Un’operazione, il cui valore si attesta attorno ai 2,5 miliardi di euro, che sancisce l’uscita di scena dell’ultimo grande attore italiano della distribuzione di carburanti, un nome che evoca il boom economico e la mitologia pubblicitaria degli anni sessanta. Con i suoi 4.500 distributori, che qualcuno ricorderà per gli slogan “Con Api si vola” e “Si vola sicuri con Api Lube”, il gruppo cessa dunque di essere un’eccellenza nazionale, in un contesto globale dove gli asset strategici sono sempre più contesi.

La notizia, che segue un negoziato culminato nella sottoscrizione dell’accordo preliminare il 15 settembre 2025, è stata confermata ai dipendenti il giorno successivo attraverso una lettera del presidente Ugo Brachetti Peretti. Con questa cessione, della quale si conoscevano le intenzioni da tempo, finiscono in mani azere non solo la rete di vendita al dettaglio ma anche le attività di raffinazione, attraverso il controllo di Italiana Petroli e di Mip. Una transazione che, al di là degli aspetti puramente finanziari, segna un punto di non ritorno per l’imprenditoria del settore.

La concretizzazione dell’affare, peraltro, solleva interrogativi non marginali riguardo alle strategie energetiche del paese, ponendo il governo Meloni di fronte a dilemmi cruciali in materia di approvvigionamenti e di sicurezza nazionale. La penetrazione di un colosso straniero, per di più controllato da uno Stato come l’Azerbaigian, in un segmento vitale delle infrastrutture italiane, impone una riflessione approfondita sulla dipendenza dall’estero e sul posizionamento di Roma nello scacchiere mediterraneo ed europeo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.