Inter, Luis Henrique recupera per la Lazio ma Calhanoglu resta a parte: l'infermeria verso la doppia sfida dell'Olimpico
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
L'aria che si respira ad Appiano Gentile, in questo avvio di maggio, è quella tipica di una squadra che ha già centrato l'obiettivo più grande ma rifiuta ogni tipo di rilassamento. Eppure, a complicare la gestione delle risorse in vista del doppio confronto romano con la Lazio, ci pensano le acciaccature muscolari e i traumi rimediati nelle ultime uscite. Se da un lato Cristian Chivu, fresco di rinnovo morale dopo la cavalcata tricolore, può sorridere per il pieno recupero dell'esterno brasiliano Luis Henrique – il quale ha smaltito il risentimento all'adduttore ed è già tornato a lavorare in gruppo – dall'altro deve fare i conti con la cronica indisponibilità di Hakan Calhanoglu. Il regista turco, come evidenziato nelle ultime sedute mattutine al BPER Training Centre, prosegue il suo lavoro a parte e la sua presenza sabato pomeriggio è ormai un'opzione definitivamente tramontata.
Il rebus Calhanoglu e la speranza per la finale
Proprio sul numero 20, vero e proprio metronomo di questa squadra, si concentrano le maggiori incertezze in vista del rush finale di stagione. Il risentimento al soleo della gamba sinistra, che lo tiene lontano dal rettangolo verde ormai da diversi giorni, rappresenta un ostacolo più duro del previsto; sebbene la società e lo staff medico non abbiano mai ufficialmente archiviato la sua presenza per la finale di Coppa Italia in programma mercoledì prossimo – sempre all'Olimpico e sempre contro i biancocelesti – le sensazioni che filtrano dagli allenamenti non sono propriamente ottimistiche. La sensazione, maturata osservando il lavoro differenziato del turco, è che Chivu sia disposto a spingere fino in fondo pur di averlo almeno in panchina nella partita decisiva: anche solo per uno spezzone di gara, vista l'importanza dell’impegno. Tuttavia, per quanto riguarda la sfida di campionato, la sua assenza è praticamente certa; l’Inter non ha alcuna intenzione di rischiare un pezzo da novanta su un campo che, seppur prestigioso, non offre in palio nulla di concreto per la classifica nerazzurra.
Pio Esposito, un caso da monitorare in difesa del tricolore
Situazione leggermente diversa, ma altrettanto delicata, quella che riguarda il giovane centravanti Pio Esposito. Il classe 2005, che ha avuto un ruolo tutt’altro che marginale nella conquista dello scudetto, ha rimediato una brutta botta alla schiena nella gara vinta contro il Parma – quella che di fatto ha scatenato la festa per il titolo – e ancora non sembra averla smaltita del tutto. A differenza di Calhanoglu, per lui non si tratta di un problema muscolare ma di un trauma contusivo, e questo rende la gestione del recupero leggermente più prevedibile; tuttavia, anche in questo caso lo staff tecnico preferisce non forzare i tempi. Chivu lo terrà con ogni probabilità a riposo sabato, valutandolo giorno per giorno in vista dell'appuntamento con la Coppa. L’attaccante non si è allenato con i compagni nelle fasi di gioco ad alta intensità, segnale inequivocabile che il dolore alla zona dorsale non è ancora rientrato del tutto. Il suo rientro, quindi, slitta almeno alla prossima settimana.
La doppia missione nella Capitale e le scelte di formazione
La trasferta romana, che inizierà simbolicamente con l’udienza da Papa Leone XIV in Vaticano sabato mattina, rappresenta quindi un test di maturità per le seconde linee nerazzurre. Con Luis Henrique pienamente a disposizione, Chivu potrà contare sulle sgroppate dell'ex Marsiglia sulla fascia, elemento che potrebbe rivelarsi letale contro una difesa laziale probabilmente già proiettata mentalmente alla finale di mercoledì. La mediana, priva del turco, verrà molto probabilmente affidata a giocatori come Zielinski e Mkhitaryan, con Barella a fare da collante. La notizia più confortante, in un quadro generale pieno di ombre, rimane quindi proprio il rientro del brasiliano: la sua capacità di saltare l’uomo e di attaccare la profondità sarà essenziale per tenere in apprensione la retroguardia di Baroni, in quella che si preannuncia come l'antipasto della vera e propria battaglia per il trofeo.




