Fedriga resta il presidente di Regione più gradito, Schifani ultimo. Occhiuto sale sul podio: “Attestato di stima dei calabresi”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Massimiliano Fedriga, alla guida del Friuli Venezia Giulia, si conferma per il secondo anno consecutivo il presidente di Regione che raccoglie il maggior consenso tra i cittadini italiani, toccando quota 65% di gradimento. Un punto percentuale in più rispetto al 2025, che consolida la sua posizione di vertice assoluto in una classifica che – va detto – premia prevalentemente i governatori del Nord. Alle sue spalle, distanziato di sette punti, troviamo Alberto Stefani, presidente del Veneto ed esponente della stessa Lega, che con il 58% si assicura il secondo posto. A completare il podio, ed è forse questo il dato più sorprendente dell’indagine realizzata da Swg per l’Ansa, sale Roberto Occhiuto: il governatore della Calabria ottiene il 53% delle preferenze, guadagnando un punto e scattando in avanti di una posizione nella graduatoria nazionale. “Fa piacere, inutile negarlo – ha commentato Occhiuto all’Ansa – e ringrazio i calabresi per questo rinnovato attestato di stima”. Una dichiarazione che suona come un riconoscimento al lavoro svolto, sebbene lo stesso Occhiuto abbia scelto di interpretarla più come uno stimolo che come un traguardo.

Il predominio del Nord e la risalita del Sud

La rilevazione statistica condotta da Swg delinea un quadro geografico piuttosto netto, con due presidenti del Nord a guida Lega che occupano le prime due posizioni. Tuttavia – ed è un aspetto che merita attenzione – nei primi cinque posti figurano ben tre rappresentanti delle regioni del Sud, segno di una distribuzione del consenso meno polarizzata di quanto si potrebbe immaginare. Occhiuto, con il suo 53%, non è soltanto il terzo in assoluto, ma anche il governatore più apprezzato dell’intero Centro-Sud, scavalcando colleghi di regioni tradizionalmente più popolose o economicamente dinamiche. Un risultato, quest’ultimo, che per il presidente calabrese rappresenta un dato nuovo rispetto al passato recente, considerato che nel 2025 occupava una posizione più arretrata, pur con una percentuale simile.

Fedriga e Stefani: una leadership che non si discute

Fedriga, con il suo 65%, si conferma il punto di riferimento assoluto tra i governatori italiani; lo segue Stefani, staccato di sette punti ma comunque ampiamente sopra la soglia della maggioranza assoluta. Entrambi appartengono allo stesso partito – la Lega – e rappresentano due regioni del Nord-est, storicamente considerate laboratori di buona amministrazione. Non è secondario, in questo quadro, osservare come il gradimento dei presidenti non sempre segua l’andamento dei rispettivi partiti a livello nazionale: Fedriga, ad esempio, ottiene un consenso che pochi leader nazionali potrebbero eguagliare. La crescita di un punto rispetto al 2025, pur modesta, indica una stabilità piuttosto che un’impennata, ma in politica locale la continuità del consenso vale spesso quanto il suo aumento.

Schifani fanalino di coda, fermo al 25%

All’opposto della classifica, e senza possibilità di fraintendimenti, si piazza Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana, che chiude la graduatoria con il 25% di gradimento. Un dato che, per la precisione, non rappresenta un arretramento rispetto alla rilevazione precedente: Schifani non perde punti, ma neppure ne guadagna. Resta inchiodato in fondo, mentre la media degli altri governatori – chi più chi meno – registra variazioni positive o negative di entità contenuta. L’indagine Swg, pubblicata dall’Ansa e ripresa da diverse testate nazionali, non fornisce elementi per interpretare questo dato come un giudizio secco sulla sua attività; si limita a fotografare una situazione di stallo. Il confronto con Fedriga, in questi casi, è inevitabile: quaranta punti percentuali dividono il primo dall’ultimo. Una distanza abissale, che racconta più delle parole la frammentazione del giudizio popolare sui governatori italiani, tra territori che premiano i propri amministratori e altri che invece non concedono fiducia.

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