Bonus ristrutturazione, dal 2025 agevolazione ridotta al 36%
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Redazione Economia
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Il bonus ristrutturazione, introdotto nel 1998 dal primo governo Prodi, è stato uno degli incentivi fiscali più apprezzati dagli italiani, con almeno 19 milioni di richieste fino ad oggi. Tuttavia, a partire dal 1° gennaio 2025, se la Legge di Bilancio non apporterà modifiche, l'agevolazione scenderà dal 50% al 36%, rendendo meno conveniente il ricorso a questo strumento per i lavori di ristrutturazione edilizia. Questa riduzione, che sarà spalmata su dieci anni, rappresenta un cambiamento significativo rispetto alle condizioni attuali.
Il successo del bonus ristrutturazione è testimoniato dai numeri: dal 1998 al 2021, milioni di contribuenti hanno beneficiato di questa agevolazione, che ha incentivato numerosi interventi di miglioramento e manutenzione delle abitazioni. Tuttavia, la riduzione dell'aliquota al 36% potrebbe scoraggiare molti proprietari di immobili dal procedere con lavori di ristrutturazione, soprattutto considerando che dal 2028 la quota sarà ulteriormente ridotta al 30%.
Parallelamente, il governo sta valutando l'introduzione dei certificati bianchi come alternativa ai bonus edilizi. Questo meccanismo, già noto nel campo dell'efficientamento energetico, consente di monetizzare i risparmi energetici ottenuti attraverso la vendita di titoli che certificano tali risultati. L'obiettivo è quello di aprire il mercato dei certificati bianchi ai privati, incentivando così gli interventi di risparmio energetico senza gravare ulteriormente sulle casse dello Stato.
Inoltre, dal 2026, il bonus ristrutturazione comprenderà anche il bonus barriere architettoniche e il Superbonus, mentre l'ecobonus e il sisma bonus ordinario, che attualmente offrono aliquote fino all'85% per le ristrutturazioni condominiali, saranno inclusi nel nuovo schema di agevolazioni.




