Operazione Sahel, la mafia di Cutro e la sua espansione a Milano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'operazione Sahel ha portato alla luce una realtà inquietante: la mafia di Cutro, guidata da Veneranda Verni, era pronta a scatenare una guerra di mafia. Verni, insieme ai figli Salvatore e Francesco Martino, gestiva estorsioni e incamerava i proventi del traffico di stupefacenti. Le loro attività criminali non si limitavano a Cutro, ma si estendevano fino a Milano, come dimostra la frase intimidatoria "Milano è dei cutresi".

I carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Crotone e la Dda di Catanzaro hanno monitorato l'ascesa della famiglia Martino, che stava attuando un disegno estorsivo rivolto non solo contro imprenditori di Cutro, Crotone e Catanzaro, ma anche di Milano. L'inchiesta ha rivelato l'uso di minori nello spaccio e il ruolo chiave di Carlo Verni, cognato del boss Vito Martino, nel collegamento tra Cutro e la rete di pusher nel capoluogo calabrese.

La periferia sud di Catanzaro è diventata un crocevia di traffico di stupefacenti, con la criminalità rom che ha trasformato interi quartieri in "fortini" inespugnabili. L'inchiesta Sahel ha anche evidenziato i timori dei sodali sulla collaborazione, poi fallita, del boss di Cutro Nicolino "mano di gomma". Le intercettazioni dal carcere hanno rivelato la riorganizzazione di un nuovo gruppo, con manovre per ristabilire gli equilibri del clan.

L'operazione Sahel rappresenta un duro colpo per la mafia di Cutro, ma anche un monito sulla capacità delle organizzazioni criminali di espandersi e radicarsi in nuovi territori.

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