Furti d'auto in Italia, oltre 75mila veicoli spariscono nel nulla
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Redazione Interno
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I numeri tornano a salire e il fenomeno dei furti d'auto in Italia riporta la lancetta indietro, agli anni che avevano preceduto la pandemia. Il bilancio del 2024 parla chiaro: sono stati sottratti 136.201 veicoli, con un incremento del 3% rispetto ai dodici mesi precedenti. Un dato che, da solo, basterebbe a fotografare una situazione di preoccupante recrudescenza, eppure è un'altra cifra, forse più inquietante, a emergere dallo studio condotto da sui dati del Ministero dell'Interno.
Soltanto il 45% circa dei mezzi rubati, infatti, riesce a fare ritorno nelle mani del legittimo proprietario; ciò significa che, nell'arco di un solo anno, oltre 75mila veicoli sono sostanzialmente spariti nel nulla, senza lasciare traccia.
Un'emergenza quotidiana
Ogni giorno, in Italia, vengono rubate 285 auto, alle quali si aggiungono quasi 90 tra moto e motorini, per un totale che sfiora i 375 veicoli sottratti al giorno. La progressione aritmetica è impietosa e restituisce l'idea di un'emergenza silenziosa che riguarda non solo le grandi città ma anche province di medie dimensioni, come emerge dai dati raccolti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza e analizzati dalla piattaforma online.
Il nostro Paese, incrociando le statistiche Eurostat, si attesta al quarto posto in Europa per numero di furti di veicoli in rapporto alla popolazione, con un tasso di 231 sottrazioni ogni 100.000 abitanti. Una classifica che non fa onore all'Italia e che la colloca tra le nazioni più colpite da questo specifico comparto della criminalità predatoria.
La mappa dei furti: Lombardia e province
Scendendo nel dettaglio territoriale, emergono realtà locali che confermano la tendenza nazionale. Nel Lodigiano, ad esempio, il numero di auto rubate nel corso del 2024 è tornato ai livelli pre-pandemici: ben 131 le vetture sottratte ai legittimi proprietari da ignoti tra il primo gennaio e il 31 dicembre, senza considerare le due ruote. Se si includono nel computo anche moto e biciclette, il totale dei furti nell'area supera quota 150, un dato che fotografa una situazione di crescente insicurezza per la mobilità privata.
Spostandosi nella provincia di Cremona, il quadro non è meno allarmante: 114 le automobili rubate nell'arco dell'anno, alle quali si aggiungono quasi una trentina tra moto e motorini, portando il bilancio complessivo a oltre 140 veicoli. Una media, quella cremonese, di un'auto rubata ogni tre giorni, a testimonianza di come il fenomeno sia ormai diffuso e capillare sul territorio.
Il nodo assicurativo e le coperture
L'indagine condotta da, oltre a restituire la fotografia dei furti, si è concentrata anche sulle scelte degli automobilisti in materia di coperture assicurative, un aspetto cruciale in un contesto in cui il recupero del veicolo rimane un evento tutt'altro che scontato. La percentuale di mezzi che non fanno ritorno ai proprietari, pari a oltre il 55% del totale, incide in maniera significativa sulle dinamiche dei rimborsi e sulle valutazioni delle compagnie, che si trovano a gestire un volume di richieste in costante aumento.
La consapevolezza del rischio, soprattutto in alcune aree geografiche, spinge una quota crescente di guidatori a integrare la polizza base con coperture specifiche contro il furto, anche se la diffusione di tali garanzie resta disomogenea e legata spesso al valore del veicolo o alla zona di residenza.
L'Italia nel contesto europeo
Il raffronto con gli altri Paesi del continente, sulla base dei dati Eurostat, colloca l'Italia in una posizione scomoda, al quarto posto assoluto per frequenza di furti di veicoli rapportata alla popolazione residente. Una graduatoria che tiene conto esclusivamente dei veicoli a motore e che non considera, quindi, l'ulteriore quota di biciclette e ciclomotori che quotidianamente vengono sottratti.
La distanza dalla vetta della classifica, occupata da nazioni con tassi di criminalità tradizionalmente elevati, non è comunque abissale, e il margine di miglioramento resta ampio, a patto che le forze dell'ordine e il sistema giudiziario riescano a invertire la tendenza. L'efficacia delle operazioni di recupero, che oggi si attestano su un misero 45% dei casi, rappresenta il principale anello debole della catena, un fronte sul quale si gioca buona parte della partita contro i trafficanti di auto rubate.
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