L’Italia torna a dominare nella sciabola maschile: a Tbilisi l’oro che mancava da dieci anni
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Redazione Sport
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Non era scontato, eppure Luca Curatoli, Michele Gallo, Pietro Torre e Matteo Neri hanno scritto una pagina di storia nella sciabola maschile, regalando all’Italia un oro mondiale che mancava dal 2014. A Tbilisi, dove il fioretto femminile si è invece fermato al bronzo, il quartetto azzurro ha piegato in finale l’Ungheria con un netto 45-37, riscattando undici sconfitte precedenti contro una squadra che, fino a oggi, sembrava inavvicinabile. «Siamo guasconi», ha scherzato Curatoli, napoletano di Mergellina, già presente nell’ultima vittoria italiana. Ma dietro l’ironia c’è un lavoro meticoloso, fatto di sacrifici e convinzione.
Matteo Neri, 26enne faentino, ha riassunto così l’impresa: «Abbiamo tirato da paura, senza pensare alla vittoria finale ma affrontando ogni match come fosse l’ultimo». Michele Gallo, salernitano dei Carabinieri, ha aggiunto: «Sapevamo di non essere i favoriti, ma in cuor nostro credevamo nel nostro valore». Un’umiltà che non ha impedito agli azzurri di trasformarsi in protagonisti assoluti, dimostrando come la scherma italiana, nonostante i periodi bui, sappia ancora produrre talenti capaci di emergere quando meno te lo aspetti.
Intanto, il fioretto femminile ha chiuso con il bronzo, risultato comunque prestigioso ma che lascia un velo di amarezza per un gruppo abituato a competere per l’oro. Resta il fatto che, tra sciabola e fioretto, l’Italia ha mostrato di avere un vivaio solido, proiettato verso un futuro in cui potrà ancora lottare per i massimi traguardi.




