Il fioretto italiano torna all’oro mondiale: a Tbilisi trionfa la squadra di Marini
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Redazione Sport
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A quasi un secolo dal primo titolo iridato, l’Italia del fioretto ha riconquistato la vetta del mondo, confermandosi erede di una tradizione che ha visto alternarsi, nel tempo, leggende come Mangiarotti, Nostini e, più recentemente, Garozzo. Quella che si è imposta a Tbilisi, superando in finale gli Stati Uniti, è una squadra che unisce tecnica e carattere, disciplina e trasgressione: se Tommaso Marini, ad esempio, si presenta in pedana con le unghie dipinte, è pur sempre un atleta capace di trasformare la concentrazione in gesti precisi, quelli che portano alla vittoria.
Il successo arriva dopo una deludente prestazione nel torneo individuale, quasi a dimostrare che, nello sport come nella vita, ciò che conta è sapersi rialzare. Guidati dai ct Cerioni e Vanni, gli azzurri hanno dominato il tabellone a squadre con una serie di match impeccabili, chiudendo un percorso che li ha visti crescere gara dopo gara. "Il segreto è fidarsi", dicono, e i fatti gli danno ragione.
Intanto, ai Mondiali di scherma in Georgia prosegue il programma. Oggi, 27 luglio, si assegnano le medaglie nella sciabola femminile e nella spada maschile, con l’Italia chiamata a giocare un ruolo da outsider. Nella prima disciplina scenderanno in pedana Michela Battiston, Chiara Mormile, Eloisa Passaro e Mariella Viale; nella seconda, toccherà a Davide Di Veroli, Andrea Santarelli, Matteo Galassi e Valerio Cuomo tentare l’impresa.




