Petrucci contro Iannone dopo la carambola al Balaton Park: "Meglio che stia lontano"
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Redazione Sport
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Danilo Petrucci non ha usato mezzi termini quando, a caldo, ha commentato l’incidente che ha segnato la prima gara del GP d’Ungheria di Superbike, costringendo la direzione di gara a esporre la bandiera rossa e mandando due piloti in ospedale. "Iannone? È meglio che per un po’ mi stia lontano", ha sbottato il pilota umbro, schietto come sempre, dopo essere stato coinvolto nella carambola scatenata da Andrea Iannone alla prima curva del Balaton Park.
Quello che doveva essere un weekend di esordio per il nuovo circuito ungherese si è trasformato in un caos già dopo pochi secondi dal via. Iannone, in frenata alla curva 2, ha perso il controllo della sua moto, tamponando Petrucci e innescando una reazione a catena che ha travolto altri cinque piloti: Gerloff, Vickers, Montella, Lecuona e Gardner. Questi ultimi due, caduti violentemente, hanno riportato infortuni tali da dover essere trasportati d’urgenza in ospedale, concludendo anzitempo la loro gara.
"Non ho visto niente perché Iannone mi ha tamponato", ha spiegato Petrucci, che non ha nascosto il proprio disappunto. La direzione gara, dopo aver analizzato l’episodio, ha inflitto all’abruzzese una doppia Long Lap Penalty da scontare alla ripartenza, ma la misura non è bastata a placare le polemiche. Quella di Iannone, del resto, non è stata una semplice svista: frenando troppo tardi, ha compromesso non solo la propria prestazione, ma anche quella di metà griglia, scatenando reazioni accese.
Intanto, mentre i riflettori restano accesi sulle condizioni di Lecuona e Gardner, il mondiale prosegue con gara-2 in programma oggi. Nicolò Bulega, reduce da un secondo posto in gara-1, cercherà di riscattarsi dopo le recenti battute d’arresto contro Razgatlioglu, dominatore della prima manche. Il pilota turco della BMW ha replicato la prestazione già vista in Gran Bretagna, controllando la corsa sin dalle prime battute e costringendo l’italiano a limitarsi al ruolo di inseguitore.




