Il massacro del Balaton Park: Martin falcia Bezzecchi e i suoi, nessuna frattura per i piloti Aprilia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il primo giro del Gran Premio d’Ungheria, sul neonato asfalto del Balaton Park, si è trasformato in un rogo di gomma e detriti umani quando Jorge Martin, partito dall’ottavo posto, ha perso il controllo della sua Aprilia in staccata. La traiettoria, calcolata male o forse tradita da un asfalto ancora insidioso, lo ha proiettato addosso al compagno di squadra e leader del mondiale, Marco Bezzecchi, innescando una reazione a catena che ha risucchiato anche Fabio Di Giannantonio (poi miracolosamente ripartito), Fermin Aldeguer e Raul Fernandez.

Quello che i commissari di percorso hanno definito un "incidente evitabile" ha restituito alla cronaca l’istantanea di una curva cancellata, con i corpi dei piloti trascinati a terra insieme ai loro frammenti di carbonio.

Un verdetto severo e la conta dei danni fisici

Usciti dalla polvere, entrambi i piloti ufficiali Aprilia sono stati sottoposti a esami strumentali approfonditi; per lo spagnolo Martin, lo scenario peggiore è rientrato dopo l’esclusione di fratture visibili, restando confinato a forti contusioni alla schiena e al piede destro. Dalla parte opposta del box, Bezzecchi ha ricevuto una diagnosi simile, sebbene localizzata alla gamba e alla mano destra, mentre i sanitari hanno subito escluso danni più gravi per Aldeguer e Fernandez.

La direzione gara non ha avuto esitazioni nell’applicare il regolamento: Martin, riconosciuto come l’artefice del disastro, dovrà scontare un doppio long lap penalty nel prossimo round di Brno, una sanzione che peserà inevitabilmente sulla sua rincorsa al titolo.

La beffa dell’azzardo: quando il baccarà diventa un incidente

Al Balaton Park, i due fanti dell’Aprilia – lo stesso Martin e Bezzecchi – hanno pescato le carte sbagliate al tavolo verde delle traiettorie, un azzardo che nel gioco del baccarà avrebbe fruttato un elegante "bouché", ma che nel Motomondiale si traduce in un doppio zero pesantissimo. Non ci sono stati eroi in quel frangente, solo piloti costretti a guardare Marc Marquez sfrecciare indisturbato verso il suo centesimo trionfo in carriera, capitalizzando un’assenza che profuma di svolta mondiale.

Mentre la direzione gara analizzava le immagini delle carene che si spezzavano, il resto del plotone ha assistito a un vero e proprio salasso per la casa di Noale, che in pochi secondi ha visto evaporare qualunque speranza di piazzamento in quella frazione.

La giustizia sportiva e il conto salato per il #89

I commissari sportivi, nel motivare la penalità inflitta a Martin – ritenuto colpevole di "azioni che creano una situazione pericolosa per multipli piloti" – hanno sottolineato l’aggravante della prima curva, dove i margini si assottigliano e gli errori si pagano a caro prezzo per tutta la griglia. Lo spagnolo, già sanzionato con una doppia Long Lap nel lontano GP del Giappone per una dinamica inquietantemente simile, dovrà scontare la punizione nella teca della Repubblica Ceca.

Nella mischia, anche Raul Fernandez e Fermin Aldeguer sono stati costretti al ritiro, vittime collaterali di una carambola che ha cancellato tre delle quattro Aprilia in pista. Per Martin, che resta a -20 punti dal compagno Bezzecchi, il lunedì di analisi servirà a metabolizzare una domenica che poteva essere un giro di vite in classifica e che invece si è trasformata in una voragine di punti persi.

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