Neffa, l'universo musicale del guaglione illumina il Forum

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Tutte le strade, almeno quelle della musica italiana degli ultimi tre decenni, conducono a Neffa, il cui Forum ha scelto come titolo “Universo”, a significare quell’insieme di corpi celesti, diversi per natura e orbita, che pure coesistono in un unico sistema. Il “guaglione”, oggi cinquantottenne, ha attraversato innumerevoli generi, segnandone non di rado le evoluzioni e lasciando impronte sulla scena, paragonabili a quelle dell’uomo sulla Luna: si pensi al furore punk degli esordi con i Negazione, per poi spostarsi nel rap pionieristico dei Sangue Misto e dei Messaggeri della Dopa, fino a tuffarsi con successo nel pop, nel soul e nel funk, approdando infine alla canzone napoletana. Un percorso, il suo, mai lineare ma sempre coerente, che di recente lo ha riportato alle origini con il doppio capitolo di “Canerandagio”, pubblicato quest’anno e ricco di collaborazioni.

Una celebrazione della carriera

L’evento al palazzetto, che registrava un’ampia partecipazione di un pubblico principalmente adulto, si è configurato come una vera e propria celebrazione di questa lunga e variegata traiettoria artistica. Ventuno ospiti, quasi tutti presenti sulla scena, insieme a musicisti dal vivo e a un Dj, hanno popolato il palco, delimitato da scenografie essenziali ma al tempo stesso di grande effetto. Neffa, che ha mantenuto una presenza centrale e rasserenante, è apparso come un faro di luce nella confusione di un panorama musicale spesso effimero, guidando il racconto attraverso le epoche della sua produzione senza mai perdere il controllo della narrazione.

Il ritmo e gli eccessi

Se la serata è stata un’indiscutibile festa, un aspetto ha tuttavia finito per smorzarne parzialmente il potenziale: il numero elevato di ospiti, molti dei quali poco utili allo sviluppo del concerto, ha infatti diluito il flow naturale dell’artista, interrompendone a tratti il ritmo e la concentrazione. Questa scelta, se da un lato ha permesso di rendere omaggio a molteplici collaborazioni, dall’altro ha rischiato di frammentare eccessivamente la performance del maestro, il cui talento brilla di luce propria proprio quando la sua voce e la sua visione possono dispiegarsi senza soluzione di continuità.

Oltre l’etichetta di artista generazionale

Definire Neffa un “artista generazionale”, espressione quanto mai vaga e abusata, risulterebbe riduttivo e impreciso. La sua cifra distintiva, ben emersa durante la performance, sta piuttosto nella capacità di trascendere le generazioni stesse, parlando un linguaggio musicale che, pur mutando nel tempo, conserva una rara autenticità. Il suo universo, popolato di suoni e storie, dimostra che la coerenza artistica non è sinonimo di staticità, bensì di una continua, e a volte sorprendente, esplorazione di territori sempre nuovi, che lui stesso ha contribuito a disegnare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.