Neffa torna al rap con "Canerandagio - Parte 1", un ritorno alle origini senza rinnegare il percorso

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A venticinque anni dall’ultimo disco rap, Giovanni Pellino, in arte Neffa, riabbraccia le sue radici con "Canerandagio - Parte 1", un progetto che segna il ritorno a quelle sonorità che lo resero pioniere della scena hip hop italiana negli anni Novanta. Sebbene il suo nome sia indissolubilmente legato a esperienze seminali come gli Isola Posse All Stars e i Sangue Misto, o a lavori solisti come "I messaggeri della dopa" e "107 Elementi", l’artista ha spesso seguito strade diverse, spaziando dall’r&b al pop, fino alla canzone napoletana. Una versatilità che, se da un lato ha allargato il suo pubblico, dall’altro ha suscitato polemiche tra i puristi del genere.

«Se avessi fatto prima un disco rap, sarebbe stata una gioia finta», ha dichiarato Neffa, sottolineando come questo ritorno alle origini sia maturato solo quando il desiderio si è fatto autentico. Le dieci tracce dell’album, interamente prodotte da lui, non si limitano a riproporre lo stile degli esordi: mescolano rap con influenze soul e r&b, dimostrando che l’evoluzione artistica degli ultimi decenni non è stata abbandonata, ma rielaborata.

Il percorso di Neffa, che iniziò come batterista dei Negazione prima di emergere come rapper, è sempre stato guidato dall’ispirazione del momento. Negli anni Duemila, il successo di brani come "Il mondo nuovo" – con quel video ipnotico in cui volti emergono da specchi portati per strada – mostrò la sua capacità di coniugare melodie orecchiabili con contenuti introspettivi, attirando anche chi non era avvezzo all’hip hop. Oggi, "Canerandagio" sembra chiudere un cerchio, riportando in primo piano le rime senza perdere la ricchezza musicale acquisita.

Accanto al suo ritorno, altri artisti hanno presentato lavori significativi nel fine settimana. Tra questi spiccano "Thee Black Boltz" di Tunde Adebimpe, un viaggio nell’art-rock sperimentale, e "Send A Prayer My Way", collaborazione country-folk tra Julien Baker e Torres. L’alt-dance dei Real Lies con "We Will Annihilate Our Enemies" e l’indie-pop di Quickly, Quickly in "I Heard That Noise" completano una selezione eterogenea, a dimostrazione di come i confini tra generi siano sempre più fluidi.

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