Pestaggio a Sanremo, due aggressori restano in carcere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un episodio di violenza brutale, che ha suscitato un moto d’indignazione, ha segnato la notte sanremese. Un giovane turista di ventun anni, originario di Alba e affetto da disabilità motoria, è stato aggredito con ferocia da un gruppo di coetanei all’uscita di una discoteca. La dinamica, ricostruita dalle forze dell’ordine, parla di un inseguimento culminato in un pestaggio durante il quale uno degli aggressori avrebbe esclamato, con cinismo, «Va bene ragazzi, è morto», prima di darsi alla fuga. La vittima, che si trovava in città per una vacanza, ha riportato fratture e lesioni di una certa entità, fortunatamente non irreparabili, ed è stata soccorsa da una pattuglia che è intervenuta dopo aver notato persone in evidente stato di agitazione mentre richiedevano aiuto.

Sono tre i giovani, di età compresa tra i diciotto e i ventun anni e residenti in Monaco sebbene di origine magrebina, finiti in manette per il reato. Le indagini, condotte con celerità, hanno portato all’emissione di un provvedimento cautelare che è stato poi valutato dal gip Anna Bonsignorio del tribunale di Imperia. La magistrata, dopo l’interrogatorio degli arrestati, ha sciolto la riserva disponendo la conferma del carcere per due di loro; il terzo, Zinedine Calderone, difeso dall’avvocato Vincenzo Icardi, è stato invece rimesso in libertà poiché il giudice non ha ritenuto sussistenti, per lui, le condizioni per la permanenza in cella.

Dalla difesa degli indagati, attraverso i loro legali, sono arrivate le prime dichiarazioni, improntate al pentimento e alla volontà di riparare al danno. «I ragazzi – hanno fatto sapere – sono sconvolti per quanto accaduto e pronti al risarcimento; non erano a conoscenza della disabilità del giovane». La ricostruzione offerta dagli avvocati tratteggia una «resa dei conti» scaturita da un precedente episodio in cui un amico del gruppo sarebbe stato a sua volta picchiato, sempre all’esterno di un locale. «C’è grande dispiacere – hanno aggiunto –, abbiamo presentato le nostre scuse, era l’unica cosa da fare».

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