Milan, il test di Perth lascia qualche risposta tra le righe

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lo si sapeva già prima del fischio d’inizio: Milan-Perth Glory, più che un’amichevole da vincere, era un banco di prova da leggere tra le righe. Il 9-0 finale, per quanto netto, ha reso tutto più semplice del previsto, quasi troppo per trarre giudizi definitivi. Eppure, qualcosa è emerso. La squadra che ha giocato in Australia – lontana anni luce da quella vista a Hong Kong, nonostante le somiglianze – ha mostrato frammenti di un’identità in costruzione, mentre Massimiliano Allegri inizia a plasmare un gruppo che, almeno sulla carta, ha margini di crescita.

«Non è mai semplice ripartire dopo un clamoroso flop», ha osservato Paolo Condò nella sua analisi, sottolineando come l’assenza dalla Champions League possa paradossalmente aiutare il Milan a lavorare con più tranquillità. Del resto, come dimostra il caso del Napoli campione, a volte bastano pochi elementi chiave – quelli che superano una certa soglia di minutaggio – per costruire una squadra competitiva. Allegri, dal canto suo, non nasconde un cauto ottimismo: «Questo Milan ha tanta qualità e la testa è giusta», ha detto, pur ricordando che «ora arrivano le partite vere».

La tournée in Asia e Australia, nonostante il livello non altissimo delle avversarie, ha permesso di testare alcuni meccanismi. Con l’Arsenal e il Liverpool, pur nella loro fase precampionato, il Milan ha mostrato qualche segnale interessante, anche se la rosa è ancora incompleta. Assenze come quelle di Modric e Gimenez – ancora in vacanza – e i nodi sul mercato (manca un attaccante d’area, un centrocampista e forse un terzino) pesano, ma non hanno impedito all’allenatore di esprimere soddisfazione per il lavoro svolto in queste settimane.

«Abbiamo fatto 25 giorni di buon lavoro, ma da quando torneremo in Italia cambierà tutto», ha avvertito Allegri, mettendo in guardia sul fatto che il campionato sarà «una crociera» ben diversa dalle amichevoli estive. L’equilibrio mentale, ha aggiunto, è fondamentale, e la costruzione della squadra richiederà tempo. Intanto, tra i singoli, c’è chi ha colto l’occasione per farsi notare: Noah Okafor, per esempio, ha mostrato lampi di talento, mentre Pervis Estupiñan dovrà essere rivalutato dopo prestazioni non sempre convincenti.

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