Madesimo, valanga sul Lago Nero: recuperata la motoslitta del quarto escursionista, un 57enne di Rozzano
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Redazione Interno
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Le operazioni di soccorso, coordinate dai vigili del fuoco in sinergia con il Soccorso alpino della Guardia di finanza (Sagf) e il nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas), proseguono senza sosta dall’altra ieri nell’impervia conca del Lago Nero, sopra i 2.000 metri di Madesimo, in alta Valchiavenna, dove nel tardo pomeriggio di domenica una valanga ha travolto quattro amici in sella a due motoslitte -5. Tre di loro, come accertato immediatamente dopo l’attivazione della macchina dei soccorsi, sono riusciti a liberarsi dalla coltre bianca e a mettersi in salvo autonomamente, riportando solo qualche lieve escoriazione; per il quarto, invece, le speranze di trarlo in vita si affievoliscono ora di ora, complice il passare delle ore e le condizioni proibitive che caratterizzano l’area del distacco -1.
Le ricerche, riprese all’alba di lunedì 16 febbraio dopo una notte di stop forzato dovuto all’oscurità e all’instabilità del manto nevoso, hanno subito subito una nuova battuta d’arresto intorno a metà mattina a causa del repentino peggioramento delle condizioni meteo, con nevicate intense che hanno ridotto drasticamente la visibilità e fatto salire ulteriormente il rischio valanghe, attestato sul grado 4 (forte) della scala europea -1. I soccorritori, nonostante la pausa forzata, avevano intanto compiuto un primo importante passo: grazie all’impiego di droni e sorvoli, hanno individuato il punto in cui si troverebbe il disperso, o quantomeno il luogo in cui è finita la sua motoslitta, un elemento questo che ha permesso di restringere il perimetro delle operazioni -3. Nel corso della mattinata, inoltre, i sommozzatori hanno effettuato immersioni nelle acque ghiacciate del lago, dal momento che il mezzo, come ha spiegato la sindaca del piccolo comune valchiavennasco Daniela Pilatti, ha sfondato il sottile strato di ghiaccio che ancora ricopre lo specchio d’acqua in questo periodo e risulta parzialmente sommerso -3-4.
L’uomo che ancora manca all’appello, come confermato dalla stessa prima cittadina, è un 57enne residente a Rozzano, nel Milanese, e con lui c’erano altri tre amici, tutti residenti nel Milanese, che stavano affrontando l’escursione in piena autonomia, senza l’ausilio di una guida alpina o nell’ambito di un tour organizzato -3. Un dettaglio, questo, che emerge dalle dichiarazioni della sindaca e che aggiunge un tassello alla ricostruzione della dinamica, senza per questo voler entrare nel merito delle scelte dei singoli: il gruppo, secondo quanto riferito, si stava muovendo su due mezzi quando la montagna ha improvvisamente scaricato la sua furia bianca -3. Gli operatori del Sagf, nel frattempo, hanno tentato di utilizzare un Imsi catcher, un dispositivo in grado di intercettare il segnale di un telefono cellulare, ma l’operazione richiederebbe che il dispositivo del disperso fosse acceso, circostanza tutt’altro che scontata in queste ore -1.
Il recupero del mezzo e le operazioni subacquee nel Lago Nero
Nel corso del pomeriggio di lunedì, nonostante le difficoltà legate alle abbondanti nevicate che hanno continuato a interessare la zona, i soccorritori sono riusciti a raggiungere l’area del Lago Nero e a mettere in sicurezza la motoslitta finita in acqua, recuperandola parzialmente e concentrando le attenzioni proprio sul bacino, considerato il punto più probabile in cui potrebbe trovarsi il dell’uomo -4. I tecnici del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco si sono alternati nelle gelide acque, in un’operazione complessa e non priva di rischi, coordinata costantemente con chi, via terra, monitorava la stabilità dei pendii circostanti -6. Le squadre a terra, composte da personale Saf (Speleo alpino fluviale) specializzato nel modulo neve, hanno setacciato i canaloni e i depositi di valanga a valle del lago, mentre dall’alto, quando la coltre nuvolosa lo ha concesso, un elicottero della guardia di finanza ha supportato le ricerche con i propri sistemi di visione -6-7. Il tempo, però, gioca un ruolo determinante: le temperature rigide e le ore trascorse all’addio rendono purtroppo sempre più concreta l’ipotesi che per il 57enne non ci sia più nulla da fare, anche se la macchina dei soccorsi non accenna a fermarsi e prosegue con ogni mezzo a disposizione -3.
Un inverno drammatico in alta quota
L’incidente di Madesimo, pur nella sua tragica singolarità, si inserisce in un contesto invernale particolarmente critico per le montagne lombarde, segnato da continue nevicate e forti venti che hanno creato accumuli instabili e pericolosi -1. Solo nei giorni precedenti, sempre in Valtellina, un militare del Soccorso alpino della guardia di finanza, Erik Pettavino, era stato travolto da una valanga durante un’esercitazione a Montespluga, morendo dopo alcuni giorni di agonia, e due scialpinisti avevano perso la vita ad Albosaggia, sempre in provincia di Sondrio -3. Episodi che raccontano di un pericolo oggettivo, più che di fatalità isolate, e che tengono alta l’attenzione delle autorità sulla necessità di una frequentazione consapevole dell’ambiente innevato, anche quando ci si muove con mezzi meccanici come le motoslitte, che non sempre garantiscono una via di fuga dalla furia di una valanga. Per il momento, ogni energia è concentrata nel tentativo di riportare a casa il 57enne di Rozzano, con i soccorritori pronti a sfruttare ogni finestra di bel tempo per battere palmo a palmo il bacino del Lago Nero e le sue pertinenze.




