Allarme bomba nei centri commerciali a Milano: spunta l’ipotesi della ripicca

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’allarme bomba nei centri commerciali a Milano ha portato all’evacuazione di sei strutture del Milanese dopo una serie di segnalazioni arrivate via mail, ma i controlli degli artificieri hanno escluso la presenza di esplosivo. Le indagini si stanno concentrando sul numero di cellulare indicato in chiaro nella mail di rivendicazione, un elemento che ha permesso agli investigatori di risalire al titolare dell’utenza. Tra le ipotesi valutate dagli inquirenti c’è anche quella di una possibile vendetta personale, insieme alla possibilità di uno scherzo o di una ripicca.

Il numero di cellulare nella mail e la pista della ripicca

Gli investigatori hanno individuato il titolare dell’utenza telefonica riportata nella comunicazione che ha fatto scattare l’allarme bomba nei sei centri commerciali della provincia di Milano. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe riferito di ritenere possibile che il messaggio possa essere collegato a una ripicca nei suoi confronti. L’attenzione degli inquirenti resta quindi concentrata sul collegamento tra il numero indicato nella mail e il possibile autore dell’invio, senza escludere altre ricostruzioni legate alla vicenda.

La pista della vendetta personale è una delle ipotesi considerate nell’ambito degli accertamenti, mentre viene valutata anche quella di un dispetto o di una goliardata. Il messaggio arrivato ai centri commerciali conteneva una richiesta di parlare con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La presenza del numero telefonico nella mail ha rappresentato un elemento centrale per indirizzare le verifiche degli investigatori verso una specifica utenza.

La mail partita dal cellulare di un 14enne e gli accertamenti

Secondo quanto ricostruito, la mail che ha provocato l’evacuazione dei centri commerciali sarebbe partita dal cellulare di un 14enne residente nelle Marche. Il ragazzo, di origine ucraina, è stato sentito dai carabinieri insieme alla madre, intestataria del numero telefonico indicato nella comunicazione. Il giovane ha negato di aver inviato il messaggio e ha sostenuto che l’invio potrebbe essere stato opera di altre persone.

Nel corso degli accertamenti il 14enne avrebbe ipotizzato che il messaggio possa essere stato una “goliardata” di altri, oppure un dispetto o una ripicca da parte di alcuni amici. La sua versione è stata raccolta dagli investigatori mentre proseguono le verifiche sulla provenienza della mail e sulle circostanze che hanno portato alla segnalazione. Il cellulare associato all’utenza resta quindi uno degli elementi analizzati per chiarire la dinamica dell’allarme.

Evacuati sei centri commerciali, nessun esplosivo trovato

L’allarme bomba ha interessato sei centri commerciali del Milanese, che sono stati evacuati dopo le segnalazioni ricevute via posta elettronica. Le operazioni di controllo hanno coinvolto gli artificieri, chiamati a verificare la presenza di eventuali ordigni all’interno delle strutture indicate. Gli accertamenti hanno avuto esito negativo e in nessun centro commerciale è stata trovata traccia di esplosivo.

L’intervento è scattato dopo una raffica di segnalazioni che hanno fatto scattare le procedure di sicurezza nei diversi punti coinvolti. La mail anonima ha quindi generato un’operazione di controllo estesa, mentre gli investigatori hanno avviato gli approfondimenti sulla sua origine. Gli elementi raccolti finora hanno portato il cellulare indicato nella rivendicazione al centro delle indagini e hanno aperto anche alla valutazione di un possibile movente personale.

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