Stretto di Hormuz, petroliera in fiamme dopo l’esplosione e il blocco rivendicato
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Redazione Esteri
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Lo Stretto di Hormuz è tornato al centro della tensione dopo che una petroliera ha preso fuoco in seguito a un’esplosione, mentre altre due imbarcazioni hanno invertito la rotta. L’episodio è stato rivendicato dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane, che hanno dichiarato che le tre navi, indicate come “sostenute dagli Stati Uniti”, stavano cercando di attraversare una rotta minata a sud dello Stretto. L’incidente si inserisce in una nuova fase di alta tensione nelle principali vie marittime del Medio Oriente, con particolare attenzione rivolta ai movimenti delle navi nel Golfo Persico.
Secondo quanto riportato nelle informazioni disponibili, la petroliera colpita è stata coinvolta in un’esplosione che ha provocato l’incendio dell’imbarcazione, mentre le altre due navi hanno cambiato direzione. Le Guardie Rivoluzionarie hanno collegato l’episodio al tentativo di attraversamento della zona minata a sud dello Stretto di Hormuz, rivendicando l’azione e fornendo la propria versione degli eventi. La situazione viene seguita con attenzione perché Hormuz rappresenta uno dei passaggi marittimi indicati come centrali per il traffico di energia e merci tra diverse aree del mondo.
La tensione torna sulle rotte del Golfo Persico e del Mar Rosso
Le acque del Golfo Persico e il Mar Rosso sono nuovamente al centro dell’attenzione dopo il danneggiamento di due petroliere e i nuovi annunci degli Houthi sul possibile ampliamento delle operazioni contro il traffico navale. Gli sviluppi hanno riportato in primo piano il tema della sicurezza delle rotte marittime utilizzate per il trasporto di greggio, prodotti raffinati, Gnl e merci dirette tra Asia, Europa e Mediterraneo. Armatori, compagnie petrolifere, trader e assicuratori stanno seguendo gli eventi proprio per il ruolo strategico attribuito a questi passaggi obbligati.
La nuova fase di tensione riguarda quindi due aree marittime considerate fondamentali per i collegamenti commerciali e per i flussi energetici. Lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso vengono descritti come punti sotto osservazione dopo gli episodi che hanno coinvolto le petroliere e dopo le dichiarazioni relative alle possibili nuove operazioni contro le navi. La presenza di attacchi, minacce e blocchi rivendicati ha riportato l’attenzione internazionale sulle conseguenze che gli sviluppi nella regione possono avere sul traffico navale.
Gli altri episodi segnalati nel conflitto regionale
Nelle stesse ore, fonti di stampa hanno riferito dell’attivazione delle sirene nella capitale giordana Amman, secondo quanto scritto dall’agenzia iraniana Tasnim. I primi rapporti hanno indicato un attacco missilistico contro una base militare chiamata Muwafiq al-Sultani in Giordania. Le informazioni riportano inoltre che esplosioni ripetute e intense nella zona non si sarebbero fermate dopo l’attacco alla base americana.
Gli aggiornamenti dal Medio Oriente hanno incluso anche dichiarazioni riportate dai media iraniani secondo cui l’Iran sarebbe pronto a colpire Tel Aviv se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovesse dare seguito alle minacce citate nelle notizie. Nel Golfo, intanto, la nuova notte di guerra ha mantenuto lo Stretto di Hormuz al centro degli eventi, con Teheran indicata come responsabile del colpire due petroliere. Le informazioni sugli episodi si inseriscono in un quadro di crescente attenzione internazionale verso gli sviluppi militari e marittimi nella regione.
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