Matilda De Angelis, tra Dracula e la scena internazionale: "Mi assumo le mie responsabilità"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La carriera di Matilda De Angelis, che ormai si dipana su un palcoscenico internazionale, trova un nuovo, significativo tassello in "Dracula - L'amore perduto" di Luc Besson, pellicola presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. L'attrice, alla quale è affidata l'interpretazione di una vampira survoltata, si ritrova a condividere la scena con Christoph Waltz, due volte premio Oscar, in una sequenza – quella in cui il personaggio, pur privato della testa, continua a lottare – che ha suscitato l'entusiasmo del pubblico nella sala. Una prova che conferma la sua crescente presenza in produzioni di respiro globale, un percorso che la vede protagonista anche nelle dichiarazioni rilasciate in occasione dell'evento, nelle quali ha affermato: "Mi assumo sempre la responsabilità di ciò che dico", riformulando così, con schiettezza, la questione di una condivisione ideale di un premio con la collega Elodie.
La visione di Besson: un Dracula romantico e maledetto
Il regista francese, con questa opera, compie una scelta radicale, strappando il mito del vampiro alle atmosfere cupe dell'horror – genere che, come ha lui stesso dichiarato, non ama – per calarlo invece nella luce di una tragedia romantica. Il suo "Dracula - L'amore perduto", la cui uscita nei cinema è prevista per il 29 ottobre con Lucky Red, si configura come un racconto sontuoso ed eccessivo, che trasforma la figura del principe delle tenebre in un amante maledetto, la cui esistenza eterna è determinata da un lutto originario. Il film, un "filmone" godibilissimo secondo le impressioni della serata romana, narra di un sentimento che sfida il tempo, la morte e persino la fede, dove il sangue cede il passo al desiderio di ritrovare ciò che è irrimediabilmente perduto.
La trama: dalla rinuncia a Dio all'inseguimento di Mina
La struttura narrativa scelta da Besson, la cui angolazione si dichiara apertamente personale e romantica, prende le mosse da un prologo in cui Vlad, perdendo l'amata Elisabeta, rinnega Dio ottenendo in cambio la maledizione dell'immortalità. Secoli dopo, tra le metropoli di Parigi e Londra, il conte riconosce in Mina la reincarnazione della donna perduta e la insegue con una devozione totale, che ambisce a trasformare il classico gotico in una storia d'amore eterna. Il principe Vlad, in questa rilettura, assume i connotati di un Casanova raffinato, la cui sete non è più primariamente di sangue ma di un legame che possa, in qualche modo, redimere la sua condanna secolare.
Il fascino persistente del mito e le riletture contemporanee
L'operazione di Besson si inserisce in un solco già battuto da altre recenti interpretazioni, a riprova del fascino indiscusso che il personaggio creato da Bram Stoker nel 1897 continua a esercitare. Dopo il "Nosferatu" di Robert Eggers, e accanto alla versione proposta da Radu Jude, il "Dracula" francese punta a esplorare la componente sentimentale del mito, come il titolo originale "Dracula – A Love Tale" intende rimarcare in maniera inequivocabile. Il film, dunque, non si propone di incutere paura ma di commuovere, raccontando la maledizione di un'esistenza senza fine come la tragica conseguenza di un amore talmente profondo da sfidare persino i confini della morte.




