Matilda De Angelis, tra Dracula e la Festa di Roma: «Mi assumo le mie responsabilità»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La carriera di Matilda De Angelis, che ormai da tempo si dipana su binari internazionali, trova un nuovo momento di visibilità in "Dracula - L'amore perduto" di Luc Besson, pellicola presentata in anteprima alla Festa di Roma prima di approdare nelle sale. L'attrice, la cui performance è stata accolta con entusiasmo dal pubblico della kermesse capitolina, interpreta una vampira survoltata, coinvolta in una scena grottesca e dinamica al fianco del due volte premio Oscar Christoph Waltz; una prova che, se da un lato conferma le sue capacità di caratterizzazione, dall'altro le offre una ribalta significativa. A proposito di una sua recente affermazione, poi, riguardante un ipotetico premio da dividere con la collega Elodie, De Angelis ha scelto di non ritrattare, affermando con decisione: «Mi assumo sempre la responsabilità di ciò che dico», una dichiarazione che, al di là del contenuto specifico, delinea un profilo artistico di chiara definizione.
La prospettiva romantica di Besson e il compleanno di Zoe Bleu
Il film, distribuito da Lucky Red, rappresenta per Besson un ritorno al racconto mitico, sebbene attraverso un'angolazione personale e dichiaratamente romantica. Il regista francese, infatti, sceglie di non dipingere Dracula come la classica incarnazione del terrore, bensì come un amante maledetto, la cui condizione ultraterrena scaturisce da un lutto originario che lo ha portato a rinnegare Dio. La storia, che si sviluppa tra Parigi e Londra in epoche diverse, vede il Conte riconoscere in Mina la reincarnazione della sua amata perduta, Elisabeta, e inseguirla con una devozione tale da trasformare il gotico in una tragedia sentimentale. A questa visione si è unita anche Zoe Bleu, figlia di Rosanna Arquette, la quale, in un lieve sorriso, ha confessato di aver festeggiato il suo compleanno proprio alla vigilia dell'anteprima romana, suggerendo quasi una colpevolezza per i festeggiamenti protrattisi fino a tardi, ma mostrandosi comunque presente e partecipe per la sua creatura.
Un Dracula gentile per un mondo oscuro
La rilettura proposta da Besson, come evidenziato dalle parole della stessa Bleu, punta a presentare un Dracula "innamorato e gentile", quasi a voler contrapporre alla cupezza del mondo contemporaneo una figura di amante tragico e raffinato. Questa scelta, che trasforma il principe delle tenebre in una sorta di Casanova immortale, si distacca consapevolmente dalle altre recenti interpretazioni del personaggio, come il Nosferatu di Robert Eggers, per abbracciare un tono più melodrammatico. Il prologo, nel quale Vlad perde l'amata e ottiene in cambio la maledizione dell'immortalità, funge da motore narrativo per l'intera opera, giustificando quella che non è più una sete di sangue ma una ricerca disperata e secolare dell'anima gemella.
Il fascino persistente del mito e le scelte registiche
La decisione di Besson di cimentarsi nuovamente con un grande mito, dopo altre pellicole di ampio respiro, testimonia il fascino indiscusso che il personaggio di Bram Stoker continua a esercitare sul cinema. L'approccio "romantico", ulteriormente sottolineato dal titolo originale "Dracula – A Love Tale", non è dunque un tentativo di seguire una moda, bensì una precisa opzione autoriale che mira a esplorare le potenzialità emotive della leggenda. Il film, definito come un "filmone" sontuoso ed eccessivo, ma al contempo godibile, si propone quindi non come un semplice horror, bensì come una tragedia d'amore il cui protagonista è un eterno sofferente, la cui maledizione non è la non-vita in sé, ma il ricordo perpetuo di una perdita insanabile.




