Borse europee in ordine sparso, Milano frena mentre Londra accelera
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Le principali borse europee hanno chiuso la giornata senza una direzione univoca, risentendo dell’andamento contrastato di Wall Street e delle tensioni sui dazi annunciati da Trump, che ha imposto un’aliquota del 50% sulle importazioni di rame. Milano, in particolare, si è confermata tra le peggiori piazze finanziarie con un calo dello 0,6%, trascinata in basso dalle utilities e dal crollo di Iveco, mentre il settore bancario – dopo i recenti rialzi – ha registrato un netto ripiegamento: Unicredit ha perso l’1,8%, Montepaschi l’1,7% e Bper l’1,3%.
Anche Francoforte ha chiuso in lieve negativo (-0,2%), seppure in modo meno marcato rispetto all’Italia, mentre Parigi ha mantenuto un cauto rialzo (+0,2%). A trainare Londra, invece, è stato il comparto minerario ed estrattivo, che ha guadagnato oltre l’1% grazie alla ripresa del prezzo del rame, nonostante le preoccupazioni legate alle nuove barriere commerciali. Oltreoceano, il Dow Jones ha segnato un incremento dello 0,25%, mentre il Nasdaq ha ceduto lo 0,41%.
Sul fronte dei titoli di Stato, il differenziale tra Btp e Bund decennali è risalito a 85,3 punti base, con il rendimento italiano in rialzo di 1,6 punti al 3,54%, in linea con quello tedesco, fermo al 2,69%. I mercati, nonostante le dichiarazioni aggressive di Trump, sembrano ancora puntare su una soluzione negoziata per evitare l’entrata in vigore di dazi più severi dal primo agosto.




