Parigi, diciottenne partorisce e getta il neonato dalla finestra

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una vicenda drammatica, che scuote per la sua crudezza, si è consumata lunedì 24 febbraio in un albergo del 20esimo arrondissement di Parigi. Protagonista è Mia McQuillin, una studentessa statunitense di 18 anni, originaria di Bend, in Oregon, giunta in Europa per una vacanza studio insieme a un gruppo di amici. La giovane, che alloggiava al secondo piano dell’hotel Ibis Styles, ha partorito nella sua stanza per poi gettare il neonato dalla finestra, causandone la morte. Il corpo del bambino, ancora avvolto in un lenzuolo e con il cordone ombelicale attaccato, è stato trovato esanime sulla rue des Réglises, la strada sottostante, da alcuni passanti che hanno immediatamente allertato le autorità.

La McQuillin, arrestata lo stesso giorno, è stata successivamente trasferita in un’unità psichiatrica di sicurezza, dopo che gli investigatori hanno avanzato l’ipotesi di una possibile "negazione della gravidanza". Questo disturbo, che colpisce una piccola percentuale di donne, porta chi ne soffre a non rendersi conto della propria condizione, spesso fino al momento del parto. La ragazza, secondo quanto emerso, non avrebbe mostrato segni evidenti di gravidanza né avrebbe manifestato consapevolezza di essere incinta, vivendo il parto come un evento improvviso e traumatico.

La negazione della gravidanza, fenomeno ancora poco compreso, solleva interrogativi complessi sulla relazione tra corpo e mente. Alcune donne, infatti, pur non assumendo comportamenti volti a nascondere la gravidanza, non percepiscono i cambiamenti fisici né i movimenti del feto, arrivando a partorire senza aver mai sospettato di essere incinte. In casi estremi, come quello in questione, il trauma psicologico può portare a gesti disperati, dettati dalla confusione e dall’incapacità di elaborare quanto accaduto.

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