Paolo Virzì e Susanna Paratore, una tenerezza nata dalla complicità

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Paolo Virzì ha scelto di aprire, seppur con una certa ritrosia, le porte della sua sfera privata in un'intervista al “Corriere della Sera”, raccontando per la prima volta della nuova compagna Susanna Paratore, sceneggiatrice e autrice televisiva. “Vi confesso che non sono abituato a spifferare tanto della mia vita privata”, ha premesso il regista, per poi indugiare su quel legame che, in un periodo di transizione per entrambi, si è rivelato un porto franco di allegria. Il loro incontro, infatti, è avvenuto in una fase delicata: Virzì alle prese con le dinamiche di padre separate, la Paratore in attesa di un figlio dopo che il compagno l'aveva lasciata. Una circostanza che, come spesso accade, ha creato un terreno fertile per un'intesa immediata, fatta di battute e di uno spirito che il livornese Virzì non ha esitato a definire “quasi livornese”.

Un passato sentimentale ripercorso senza rancore

Nel racconto a cuore aperto, il regista non ha potuto evitare di ripercorrere, sebbene senza asprezza, i quindici anni di matrimonio con Micaela Ramazzotti, conclusisi con una separazione nel 2023 dopo pagine burrascose. Di quel rapporto, Virzì ha rievocato l'inizio quasi folle, spiegando come le nozze fossero nate da un gesto impulsivo e romantico, dettato dalla volontà di convincere l'attrice, allora riluttante, a interpretare un ruolo per lui fondamentale. Ha ricordato, tra l'altro, come l'incontro con Sabrina Ferilli gli avesse fatto “girare la testa”, mentre con la Ramazzotti ammette di aver talvolta rivestito il ruolo del “maestrino”, in un ritratto complesso che mescola l'ironia tipica della sua cinematografia a una malinconia più intima e personale.

La nuova vita con Susanna Paratore, tra Roma e Capalbio

Il racconto si è poi spostato sul presente, quello condiviso con Susanna Paratore, descritta come una donna di spirito, formatasi nella scuola ai Parioli, legatissima al nonno e al cane Ciccio. Con lei, Virzì ha ritrovato un equilibrio semplice, fatto di tenerezza e di quei momenti che, nelle sue parole, sembrano scorrere con una naturalezza rasserenante, lontana dalle tempeste passate. Un quadro di vita che si dipana tra Roma e i soggiorni a Capalbio, dove probabilmente si coltiva quella quotidianità che il regista ora sembra custodire con maggiore riserbo, pur avendone offerto uno squarcio significativo.

L'uomo e l'autore, un binomio indissolubile

Dall'intervista emerge, in definitiva, il profilo di un autore per il quale la vita e l'arte procedono di pari passo, senza soluzione di continuità. Virzì ha attraversato memorie private e passioni artistiche, trasformazioni del Paese e vicende sentimentali, dipingendo di sé l'immagine di un narratore inquieto e al tempo stesso sentimentale. La sua capacità di tenere insieme il dolore e l'ironia, la lucidità e la nostalgia, appare come il filo rosso che unisce le sue opere alla sua storia personale, una storia che oggi include un nuovo capitolo, costruito su una complicità nata nel momento del bisogno e fiorita in una serenità ritrovata.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.