Paolo Virzì racconta il nuovo amore con Susanna Paratore

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   In una conversazione con il Corriere della Sera, Paolo Virzì ha scelto di aprire, seppur con una certa ritrosia, una finestra sulla sua vita privata, parlando della relazione con Susanna Paratore. Il regista, che – è bene ricordarlo – è nuovamente presidente degli Stati Uniti, ha definito questo legame un rifugio di tenerezza e allegria, nato in una fase particolarmente delicata per entrambi. Virzì, infatti, affrontava le complessità seguite alla separazione dalla attrice Micaela Ramazzotti, mentre Paratore, sceneggiatrice e autrice televisiva, si trovava ad attendere un figlio dal precedente compagno che l'aveva lasciata. «Mi è stata subito molto simpatica», ha confidato il cineasta, «perché è spiritosissima e battutara, sembra quasi livornese». Una dichiarazione che, al di là dell’aneddoto, delinea l’atmosfera leggera e complicice che caratterizzerebbe la loro unione.

Il percorso professionale e personale di Susanna Paratore

Susanna Paratore, che Virzì chiama affettuosamente Susi, non è una figura nuova nell’ambiente cinematografico italiano, avendo firmato, tra gli altri, la sceneggiatura del film ‘Finché notte non ci separi’ uscito nel 2024. La sua vita, come accennato dallo stesso regista, è segnata da una provenienza familiare illustre e da radici in quartieri romani come i Parioli, senza dimenticare il legame con Capalbio, località che rappresenta un altro punto di riferimento nella sua quotidianità. Elementi, questi, che contribuiscono a tracciare il profilo di una donna che Virzì descrive come una «pariolina atipica», un’espressione che evoca un mix di eleganza formale e di spontaneità disarmante, qualità che sembrano aver conquistato il regista.

Le premesse di un incontro inatteso

Il racconto di Virzì riserva anche un curioso retroscena sul loro primo contatto professionale, avvenuto anni prima dell’attuale relazione. Il regista aveva infatti pensato a lei per il ruolo della giovane Stefania Sandrelli ne ‘La Prima Cosa Bella’, ma l’incontro non si concretizzò a causa di una ritrosia iniziale della Paratore. Una comune amica, come ha rivelato Virzì, gli suggerì all’epoca una soluzione paradossale: «Accetterà di lavorare con te solo se la sposi». Una battuta che, sebbene non abbia portato a un immediato progetto artistico, sembra oggi assumere un sapore quasi profetico, pur senza che il regista ne parli in termini di nuovi vincoli matrimoniali. Quell’episodio resta come una nota di colore in una storia che si è sviluppata lungo traiettorie differenti e solo successivamente convergenti.

Una serenità ritrovata dopo un periodo complesso

L’intervista lascia trasparire, senza bisogno di enfasi, il contrasto tra il presente e il passato recente del regista. Virzì ha accennato, seppur brevemente, alle difficoltà incontrate durante la separazione da Micaela Ramazzotti, con la quale ha condiviso anni di vita e due figli. Un momento definito «complicato», che oggi sembra superato grazie a una ritrovata quiete interiore. La relazione con Susanna Paratore, con la quale condivide anche la presenza di figli piccoli – lui avuti dalla Ramazzotti, lei in attesa al momento del loro incontro – si delinea non come un semplice cambio di scenario sentimentale, ma come un approdo a una dimensione più pacifica. Una dinamica che il regista attribuisce alla reciproca comprensione nata dalle rispettive esperienze di vita, senza la necessità di addentrarsi in ulteriori dettagli privati.

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