Becker difende Zverev: "Vince perché non ci sono Sinner e Alcaraz? Adesso basta, merita rispetto"
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Redazione Sport
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Boris Becker non ci sta. Il giorno dopo il trionfo di Alexander Zverev agli US Open, il tre volte campione di Wimbledon ha preso posizione contro le critiche piovute sul connazionale, colpevole, secondo alcuni addetti ai lavori, di aver approfittato dell'assenza di Jannik Sinner e dei problemi fisici di Carlos Alcaraz. Parlando al 'Becker Petkovic Podcast', l'ex tennista ha spiegato che «non è giusto che si dica che ha vinto solo perché non ci sono Sinner e Alcaraz o perché ha avuto un tabellone facile».
La stagione di Zverev, del resto, parla da sola. Il tedesco ha conquistato il Roland Garros a giugno e si è ripetuto a New York, dove ha battuto lo statunitense Ben Shelton in quattro set con il punteggio di 6-3, 7-6, 5-7, 6-2. Si tratta del secondo titolo Slam in carriera per il numero due del ranking ATP, che ha raggiunto la finale in tre dei quattro major stagionali, un'impresa riuscita a pochi tennisti nell'era Open.
Becker ha ricordato anche il percorso precedente: «Zverev ha vinto due Slam, ha giocato tre finali consecutive e in Australia era arrivato a servire per il match nella semifinale degli Australian Open contro Alcaraz». Parole che suonano come una risposta indiretta a chi, come John McEnroe, subito dopo la finale di New York si è rivolto direttamente a Sinner e Alcaraz con un appello: «Carlos e Jannik, rimettetevi in salute, per favore».
Intanto, il successo americano ha ridisegnato le gerarchie in vista del finale di stagione. Jannik Sinner, fermo ai box dalla vittoria di Wimbledon del 12 luglio per un problema al ginocchio, conserva la vetta del ranking ATP per l'89esima settimana consecutiva, con un vantaggio di circa 1.800 punti sul rivale tedesco. Zverev, però, lo ha già superato nella Race to Turin, la classifica che fotografa i risultati del solo 2026: guida con 8.650 punti contro i 7.950 dell'azzurro.
Il margine di Sinner, apparentemente rassicurante, nasconde più di una insidia. Da qui a fine anno l'altoatesino dovrà difendere oltre 3.500 punti tra Pechino, Vienna, Parigi e le ATP Finals, mentre Zverev ha in cassaforte poco più di mille punti. Il calendario, insomma, non sorride al numero uno, che dovrà tornare a competere ai massimi livelli per respingere l'assalto.
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