Servizi sanitari a rischio: il nuovo tariffario compromette il diritto alla salute

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il nuovo tariffario sanitario, recentemente approvato dal governo e inviato ai Presidenti delle Regioni, ha sollevato preoccupazioni significative tra gli operatori del settore. Confcommercio Brindisi Salute ha lanciato l'allarme, evidenziando le gravi criticità emergenti da questo aggiornamento. Secondo Mariastella Giorlandino, presidente della Uap (Unione nazionale ambulatori e ospedalità privata), la revisione del Nomenclatore, che stabilisce le tariffe di rimborso per le prestazioni ambulatoriali e di laboratorio nel pubblico e nel privato convenzionato, avrebbe dovuto essere commisurata ai costi reali, preservando la sostenibilità delle strutture sanitarie e garantendo l’universalità del sistema sanitario italiano.

I tagli del nuovo Nomenclatore tariffario, approvato nei giorni scorsi, andranno a gravare sulle tasche e sulla salute dei cittadini, in particolare dei romani. Chi non potrà permettersi di pagare di più per visite, accertamenti e analisi, eviterà di farli, smettendo di fare prevenzione e controlli. Questo aggiornamento, che coinvolgerà sia il settore pubblico sia quello privato accreditato, introduce nuove prestazioni, alcune gratuite, altre soggette a ticket, ridefinendo e ampliando i livelli essenziali di assistenza (Lea). Dal 30 dicembre 2024, il nuovo Decreto Tariffe del Ministero della Salute, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, aggiornerà i nomenclatori delle prestazioni specialistiche ambulatoriali e protesiche, un intervento atteso da ben 28 anni per le prime e 25 per le seconde.

Più di 3000 nuove cure gratuite saranno disponibili, ma l'obiettivo principale è quello di garantire su tutto il territorio nazionale la piena erogazione dei nuovi Lea previsti dal Dpcm del 12 gennaio 2017, assicurando a tutti di poter usufruire, a prescindere dal territorio di appartenenza, di prestazioni al passo con le innovazioni medico-scientifiche per la specialistica ambulatoriale e per la protesica. Tuttavia, la revisione delle tariffe, sebbene necessaria dopo decenni di immobilità, rischia di compromettere l'accessibilità ai servizi sanitari per una parte significativa della popolazione, soprattutto nelle regioni del Nord, dove le risorse saranno ridotte per favorire una perequazione a livello nazionale.

Mentre il nuovo tariffario sanitario mira a modernizzare e rendere più equo il sistema sanitario italiano, le preoccupazioni sollevate dagli operatori del settore e dai cittadini non possono essere ignorate.

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