Nuovo tariffario, rischio di 350mila licenziamenti

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il recente aggiornamento delle tariffe per la specialistica ambulatoriale, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni, ha suscitato forti preoccupazioni tra gli operatori del settore sanitario privato accreditato. La norma, che entrerà in vigore il 30 dicembre 2024, modifica il nomenclatore delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e dell'assistenza protesica, fermo rispettivamente al 1996 e al 1999. Secondo l'Unione ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata (Uap), il nuovo tariffario potrebbe portare al licenziamento di oltre 350.000 dipendenti delle strutture sanitarie private accreditate e all'indebitamento degli ospedali pubblici.

Il ministero della Salute, responsabile dell'aggiornamento delle tariffe, è stato accusato di mettere a rischio la tutela della salute degli italiani, con conseguenze potenzialmente disastrose per il sistema sanitario nazionale. La Uap ha espresso il proprio dissenso attraverso una nota stampa, sottolineando come il risultato ottenuto dal tavolo della Conferenza Stato-Regioni sia inaccettabile e fuori da ogni logica di mercato.

Le nuove tariffe, che riguardano una vasta gamma di prestazioni, dalla procreazione assistita alle malattie rare, sono state criticate per la loro incapacità di tenere conto delle reali esigenze del settore sanitario. Gli operatori privati accreditati, che forniscono servizi essenziali alla popolazione, temono che l'aggiornamento delle tariffe possa compromettere la qualità delle prestazioni offerte e mettere a rischio la sostenibilità economica delle strutture.

In un contesto già segnato da difficoltà economiche e carenze di personale, l'introduzione del nuovo tariffario rappresenta un ulteriore ostacolo per le strutture sanitarie private accreditate, che si trovano a dover affrontare una situazione di crescente incertezza.

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