Donna sequestrata e torturata per due giorni: due arresti nel Bresciano
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Redazione Interno
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Un cancello in ferro, affiancato da due statue leonine che gli conferiscono un'aria quasi castellana, è stato l'ingresso a un incubo per una donna di origini brasiliane, la quale, nelle prime ore dell'alba di martedì 9 settembre, vi si era recata credendo di onorare un normale appuntamento di lavoro. L'accordo, stabilito telefonicamente, prevedeva, come lei stessa ha raccontato, "due ore di prestazioni normali per un compenso totale di 400 euro". Ciò che si è materializzato dietro quel cancello, invece, è stata una trappola crudele, un'efferatezza che si è protratta per oltre quarantotto ore, durante le quali la donna è stata privata della sua libertà, sottoposta a sevizie e ripetute violenze sessuali.
La dinamica dell'agguato
Secondo quanto ricostruito dall'inchiesta dei Carabinieri della Compagnia di Salò, la vittima, un'escort, era stata attirata nella villa situata a Soprazocco di Gavardo con il pretesto di una cena, un invito che celava le reali intenzioni dei due uomini, italiani di 31 e 42 anni, poi arrestati. Una volta all'interno dell'abitazione, la donna è stata aggredita, legata e resa inerme; le sono state somministrate sostanze stupefacenti, uno degli elementi che hanno contribuito a piegarne la resistenza e a facilitare le successive, brutali azioni dei suoi aguzzini. Le violenze, caratterizzate da una crudeltà inaudita, si sono susseguite per due interi giorni, in un crescendo di torture fisiche e psicologiche che hanno trasformato quella che doveva essere una villetta in un luogo di prigionia e sofferenza.
Il ritrovamento e l'intervento delle forze dell'ordine
Soltanto nella giornata di mercoledì 11 settembre l'incubo ha avuto fine, quando la donna, ormai in condizioni fisiche e mentali disperate, è stata abbandonata dai due uomini in un campo a Polpenazze del Garda. È stata ritrovata priva di sensi, con i polsi e le caviglie ancora legati, in uno stato di alterazione psico-fisica tale da renderla incapace di reagire. Il suo ritrovamento ha immediatamente attivato l'operazione dei Carabinieri, i quali, attraverso una rapida e meticolosa indagine, sono risaliti agli autori della vicenda, ricostruendo la sequenza temporale e geografica degli eventi, che hanno avuto come teatri principali le località di Polpenazze del Garda e Soprazocco di Gavardo.
Le accuse e gli arresti
Sulla base degli elementi raccolti, la magistratura ha quindi disposto la custodia cautelare in carcere per i due indagati, accusati di una serie di reati gravissimi che includono il sequestro di persona, la tortura e la violenza sessuale aggravata dalla crudeltà delle condotte. L'operazione, conclusasi con i due arresti, ha portato alla luce una violenza premeditata, lontana da ogni impulsività, dove la vittima è stata deliberatamente ridotta a oggetto di uno sfogo brutale. Le indagini, che proseguono per definire ogni dettaglio, hanno già delineato con chiarezza la struttura dell'accaduto, restituendo una verità giudiziaria su una delle pagine di cronaca nera più agghiaccianti degli ultimi tempi nella provincia bresciana.




