Ucraina, i droni cambiano il fronte: dai salvataggi alla difesa nei cieli
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Redazione Esteri
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In Ucraina i droni stanno assumendo un ruolo sempre più centrale, tanto da essere impiegati anche nelle operazioni di salvataggio nelle aree più esposte del fronte. Nella zona di Kostiantynivka, territorio conteso del Donetsk, Vania e i suoi uomini fanno parte di una brigata di artiglieria riconvertita all'utilizzo dei sistemi senza pilota, segno di un cambiamento operativo imposto dall'evoluzione del conflitto. L'incontro avviene in un caffè di Kramatorsk, città situata a circa 30 chilometri dalle postazioni ucraine più avanzate verso sud. Il militare chiede di non essere identificato con il suo vero nome, spiegando che solo così può parlare con maggiore libertà di quanto accade lungo una delle aree più delicate del fronte.
La battaglia nei cieli diventa il centro della guerra
Secondo quanto riferito, da almeno un anno gli ambienti dell'intelligence ucraina ritengono che la fase finale della guerra contro la Russia sarà caratterizzata soprattutto dalla cosiddetta "battaglia nei cieli". In un conflitto nel quale l'Ucraina è riuscita a fermare l'avanzata russa sulla terraferma e continua a rappresentare una minaccia nel mar d'Azov e nella Crimea meridionale nei confronti delle petroliere della cosiddetta flotta russa ombra, questa nuova fase viene descritta come ormai iniziata. Il crescente impiego di droni, insieme allo sviluppo di nuove capacità missilistiche, viene presentato come uno degli elementi destinati a modificare l'equilibrio delle operazioni, con una crescente attenzione allo spazio aereo rispetto alle tradizionali dinamiche del combattimento terrestre.
Nel quadro di questa trasformazione viene citato anche un missile balistico che sarebbe ormai quasi pronto e che, secondo quanto riportato, dovrebbe essere testato sulla Russia. Il riferimento si inserisce nello scenario della competizione tecnologica che accompagna il conflitto, dove sistemi d'arma sempre più sofisticati si affiancano ai droni impiegati quotidianamente sul campo. L'evoluzione delle operazioni non riguarda quindi soltanto il numero dei velivoli senza pilota impiegati, ma anche l'integrazione di nuove capacità offensive e difensive che puntano a incidere sull'andamento della guerra.
Difesa aerea, nuovi missili e accordi internazionali sui droni
La difesa aerea ucraina continua nel frattempo a confrontarsi con un problema di costi e disponibilità delle risorse. La Russia è infatti in grado di lanciare un numero molto elevato di droni Shahed e di altri sistemi senza pilota, costringendo Kiev a scegliere di volta in volta quale risposta adottare. Le opzioni comprendono l'impiego di costosi missili intercettori, il ricorso alla guerra elettronica, l'azione di squadre mobili armate oppure sistemi a corto raggio meno onerosi ma anche meno potenti. Proprio per questo vengono indicati nuovi missili compatti come una possibile risposta a un conflitto nel quale la diffusione dei droni impone un continuo adattamento delle strategie e delle risorse disponibili.
Parallelamente, l'Ucraina punta ad ampliare la cooperazione internazionale nel settore dei droni. L'obiettivo dichiarato è arrivare entro la fine dell'anno alla firma di accordi con almeno sette Paesi della Nato per la produzione e la fornitura di sistemi senza pilota, considerati sempre più determinanti nelle guerre contemporanee. Secondo quanto riportato, particolare interesse arriverebbe dai Paesi del fianco orientale dell'Europa, quelli più vicini al confine con la Russia. La ricerca di nuove intese si inserisce nello stesso processo di trasformazione che vede i droni assumere un ruolo crescente sia nelle missioni operative sia nella difesa aerea, delineando un conflitto in cui la tecnologia occupa una posizione sempre più centrale.




