Auto ribaltata e sommersa nel torrente Sant’Agata a Cataforio, i carabinieri salvano due persone intrappolate nell’abitacolo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono stati attimi di terrore puro quelli vissuti nella tarda mattinata di ieri a Reggio Calabria, più precisamente nella località di Cataforio, dove un’autovettura con due persone a bordo – nel tentativo, forse azzardato, di attraversare il torrente Sant’Agata – è stata letteralmente spazzata via dalla corrente, ribaltandosi e rimanendo parzialmente sommersa. Il livello dell’acqua, ingrossata dalle precipitazioni incessanti che da giorni flagellano il Sud, stava salendo pericolosamente e i due malcapitati, bloccati all’interno dell’abitacolo, non riuscivano in alcun modo ad aprirne gli sportelli per mettersi in salvo. Una scena drammatica, quella del veicolo capovolto in mezzo al corso d’acqua, che per fortuna non è sfuggita allo sguardo di alcuni passanti, i quali non hanno esitato un istante a lanciare l’allarme.

La chiamata ai numeri di emergenza ha innescato una macchina dei soccorsi che si è mossa con una rapidità incredibile: sul posto, nel giro di pochi minuti, sono arrivati i carabinieri della Stazione locale, veri e propri angeli custodi in divisa che si sono trovati di fronte a uno scenario di una complessità non indifferente. Il torrente era in piena e la macchina, ormai una trappola mortale, si trovava in una posizione impervia, raggiungibile a nuoto solo a rischio della propria vita. Eppure i militari, con un coraggio che va oltre il senso del dovere, non ci hanno pensato due volte: sfruttando un mezzo pesante che si trovava casualmente in zona per dei lavori, sono riusciti ad avvicinarsi all’auto sommersa, aggrappandosi a una fune per non essere travolti a loro volta dalla furia dell’acqua.

Uno dopo l’altro, con l’ausilio di quella stessa corda e con una determinazione che ha fatto la differenza tra la vita e la morte, i carabinieri hanno estratto i due occupanti dall’abitacolo, ormai completamente invaso dall’acqua gelida, portandoli a riva sani e salvi prima che la corrente li trascinasse via. Un intervento, quello dei militari dell’Arma, che è stato definito “provvidenziale” e che restituisce l’idea di come, in certe situazioni, la prontezza di spirito e l’addestramento possano sopperire alla mancanza di attrezzature specifiche, visto che i soccorritori hanno agito con mezzi di fortuna ma con una professionalità encomiabile.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.