Spalletti: “Conte? Ognuno si fa la locandina che vuole. Diventerò quello che Carnevali vuole”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell'esordio della Juventus in Europa League contro il NEC Nijmegen, in programma domani sera all'Allianz Stadium. Il tecnico toscano ha risposto alle domande sul momento della squadra, sulle voci che accostano Antonio Conte alla panchina bianconera e sulle parole di fiducia ricevute dall'amministratore delegato Giovanni Carnevali.

La fiducia di Carnevali e le voci su Conte

Spalletti ha commentato le dichiarazioni di Carnevali, che due giorni fa a Radio Anch'io Sport aveva escluso un cambio in panchina: «L'ad è un uomo di calcio e sa bene che cosa fare, ovvero dare serenità all'ambiente. Sono di meno di ciò che ha detto, ma non lo deluderò e lavorerò per diventare ciò che vuole». Sull'ombra di Conte, il tecnico ha aggiunto: «Ognuno fa le locandine che vuole. È una cosa che bisogna accettare, non sono stupito».

«Non sono stupito che dopo quattro giornate siano cambiati due allenatori, figuriamoci se devo essere stupito di quello che dicono qui», ha proseguito Spalletti, ribadendo di continuare «ad allenare con la stessa determinazione».

L'analisi della sconfitta con il Sassuolo

Il riferimento è al 3-2 subito a Reggio Emilia nell'ultimo turno di campionato, con il Sassuolo che ha trovato il gol vittoria al 94' in contropiede. «Abbiamo analizzato e abbiamo tracciato quello che vogliamo fare. Le cose a cui dobbiamo portare dei correttivi per evitare che risucceda», ha spiegato Spalletti. «Bisogna essere un po' più compressi, per togliere qualche linea di passaggio agli avversari. E capire bene quando è il momento di andare a pressare o fare un po' il blocco squadra e aspettare la mossa sbagliata dell'avversario».

Le urgenze della Juventus

«Ovviamente bisogna sapere che abbiamo delle urgenze. Abbiamo l'urgenza di vincere questa partita e non solo. Abbiamo anche quella di dover far vedere che siamo la Juventus», ha detto il tecnico. «Fa tutto parte della posizione in cui siamo e che ci siamo guadagnati in passato. Ora dobbiamo far vedere che ce la meritiamo e che ci dobbiamo rimanere. Finché ci verrà dato spazio, le energie vanno in quella direzione, non in far cambiare idee agli altri, ai tiratori scelti o chi parla sui social».

Sulla pressione, Spalletti ha aggiunto: «Accettare la pressione è la medicina per imparare a vivere e l'ho capito dopo pochi anni. Già a dieci anni avevo la pressione: andavo a guadagnare due cose per la famiglia dopo scuola».

Il NEC di Schreuder e le scelte di formazione

Sull'avversario olandese, Spalletti ha speso parole di apprezzamento per l'allenatore Dick Schreuder: «Ha avuto il coraggio di imporre le sue idee in un paese evoluto di calcio. Ha lasciato un'idea riconoscibile vincendo un campionato di terza divisione di assoluto livello. Noi dobbiamo aspettarci una proposta di gioco esclusiva per qualità e idee». Il NEC viene da una stagione storica, chiusa al terzo posto in Eredivisie con 59 punti, miglior piazzamento di sempre per il club, e con Schreuder insignito del premio Rinus Michels come miglior tecnico del campionato olandese.

Sulle scelte di formazione, Spalletti ha confermato l'intenzione di schierare McKennie: «Ne abbiamo due o tre che non possono essere messi tutti insieme, ma io McKennie domani lo voglio in campo».

Il momento di Koopmeiners

Un passaggio della conferenza ha riguardato Teun Koopmeiners, finora non decisivo in questo avvio di stagione. «Koopmeiners è un giocatore che viene considerato in maniera importante. Ci aspettiamo sempre di vedere il suo livello, che conosciamo tutti molto bene. Però ci sono delle decisioni individuali e personali da prendere quando si giocano le partite. E lui ora ha il dovere di farci vedere qualche decisione importante, perché sappiamo che le ha. Lui è un calciatore internazionale. Io sono lì convinto ad aspettare che mi faccia vedere queste cose, già in allenamento.

Abbiamo bisogno di queste cose da parte sua», ha concluso Spalletti.

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