Ciclisti investiti a Lanzo, il gip conferma i domiciliari per Campagna: «Vi ammazzo tutti»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «Vi ammazzo tutti». È con questa minaccia, a quanto pare rivolta a uno dei ciclisti che aveva appena travolto, che si è concluso l'incidente di Lanzo Torinese. Una frase che, nelle intenzioni della gip del tribunale di Ivrea, Lucrezia Natta, non lascia spazio a dubbi sulla volontà omicida di Giuseppe Campagna, il 73enne di Coassolo Torinese che lo scorso 8 agosto, al culmine di un banale diverbio stradale, ha prima investito un gruppo di sei cicloamatori per poi tornare indietro e colpirli una seconda volta, ferendone quattro, due dei quali in modo grave.

La dinamica del doppio investimento e le parole della gip

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato nell'ordinanza di custodia cautelare, l'episodio si è verificato lungo la strada provinciale 22, nel tratto di via Loreto a Lanzo Torinese. La dinamica, ricostruita attraverso le testimonianze dei sopravvissuti e di alcuni residenti che avevano assistito alla scena dalle loro finestre, è emblematica della furia che ha animato l'ex artigiano edile.

Dopo un litigio scaturito da un sorpasso e da un gesto di disappunto di uno dei ciclisti, Campagna avrebbe dapprima superato il gruppo e poi, con un movimento a retromarcia, avrebbe investito i malcapitati. Non contento, mentre alcuni ciclisti cercavano di soccorrere i compagni caduti, l'uomo avrebbe compiuto un'inversione a U e si sarebbe nuovamente scagliato contro di loro, colpendo un secondo ciclista.

Per la gip Natta, questo comportamento esclude qualsiasi ipotesi di manovra imprudente; si tratta invece di un'azione volontaria e mirata, tanto che il giudice parla di «totale incapacità di autocontrollo e di valutazione critica della situazione» da parte dell'indagato, che non si è limitato a una «reazione impulsiva ed estemporanea».

Le dichiarazioni dei feriti e la minaccia “Vi ammazzo tutti”

A dare ulteriore peso alla decisione del giudice sono state le parole di uno dei ciclisti investiti, che ha riportato nei dettagli l'agonia di quei momenti. Subito dopo essere stato travolto una seconda volta, il ciclista ha visto l'auto fermarsi accanto a lui e ha notato Campagna che tentava di aprire la portiera per scendere. In preda al panico, alla vista di un compagno riverso a terra e apparentemente privo di vita, l'uomo ha urlato al conducente: «L'hai ammazzato». La risposta del 73enne, secondo quanto riferito agli inquirenti, sarebbe stata secca e spietata: «Vi ammazzo tutti».

Questa minaccia, ritenuta dalla giudice altamente rivelatrice del dolo dell'indagato, è stata messa a verbale e fa ora parte integrante del fascicolo d'accusa per tentato omicidio plurimo. La frase è stata rievocata con precisione anche da Piercarlo Lagna, un ciclista del gruppo che ha assistito alla scena, il quale ha raccontato di aver visto un compagno «fare un volo di 30 metri» prima di scappare a piedi per mettersi in salvo.

Il profilo dell'indagato e i precedenti episodi di violenza

Nel motivare la decisione di convalidare l'arresto e disporre la misura cautelare dei domiciliari, la gip Lucrezia Natta ha dipinto un quadro preoccupante del profilo di Giuseppe Campagna. Nonostante l'uomo risulti incensurato, con un unico precedente penale risalente nel tempo per un reato successivamente depenalizzato, il giudice ha voluto richiamare due episodi passati che, a suo avviso, dimostrano la difficoltà dell'indagato a gestire le normali situazioni di conflittualità quotidiana.

In particolare, nell'ordinanza si fa riferimento a un'aggressione con minacce ai danni di un muratore nel lontano 2013 e a un diverbio stradale del 2022 sfociato in percosse ai danni di un automobilista.

Questi precedenti, uniti alla gravità oggettiva dei fatti dell'8 agosto, hanno portato il giudice a ritenere sussistente il pericolo di reiterazione del reato, tanto più che lo stesso Campagna, durante l'interrogatorio di garanzia, ha dichiarato di non ricordare quasi nulla dell'accaduto, una circostanza che, secondo la gip, accentua il rischio di recidiva «dal momento che sembra mancare una piena consapevolezza delle proprie azioni e dei motivi che le hanno determinate».

La misura cautelare è stata quindi confermata, con l'uomo che resta recluso nella sua abitazione di Coassolo Torinese con il braccialetto elettronico.

La strategia difensiva e la prospettiva di una perizia psichiatrica

Mentre Giuseppe Campagna sconta gli arresti domiciliari, la difesa, affidata agli avvocati Tommaso Servetto e Paolo Pavarini, sta delineando una strategia che punta a scardinare la pesante accusa di tentato omicidio. Nel corso dell'udienza di convalida, l'uomo si è presentato in lacrime, dichiarando di non ricordare il litigio con i ciclisti e di aver provato «la sensazione che l'auto andasse da sola». Questa versione, che i legali intendono avvalorare, verrebbe a sostenere l'ipotesi di un gesto inconsapevole e involontario, forse dovuto a un improvviso malore o a un blackout.

I difensori hanno già annunciato l'intenzione di richiedere una consulenza psichiatrica sul 73enne per far luce sulle sue condizioni mentali al momento dei fatti. L'obiettivo è quello di dimostrare che non vi era alcuna volontà di investire i ciclisti, circostanza che, se confermata, potrebbe far derubricare il reato da tentato omicidio a lesioni colpose.

Restano ora in attesa le indagini della procura di Ivrea, che dovranno chiarire la dinamica e le eventuali responsabilità, mentre le condizioni dei ciclisti ricoverati al Cto di Torino, tra cui Gianfranco Padellino e Sabatino Terracciano con prognosi di 120 e 90 giorni, continuano a essere monitorate.

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