Volo Ryanair, il rapporto Ntsb: «Il finestrino fu rotto dai frammenti del motore»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un frammento della pala della ventola, proiettato contro la fusoliera a velocità impressionante, è ciò che ha davvero sfondato il finestrino del Boeing 737 durante il volo Ryanair dello scorso luglio, provocando la parziale fuoriuscita di un passeggero. A rivelarlo è il rapporto preliminare del National Transportation Safety Board, l'ente statunitense per la sicurezza dei trasporti, che ha riaperto i riflettori su un incidente destinato a sollevare interrogativi profondi riguardo le procedure di manutenzione e i cicli di vita dei componenti critici dei motori aeronautici.

Quella che inizialmente era apparsa come una rottura improvvisa e inspiegabile del vetro, trova così una spiegazione tecnica, seppure parziale, che riconduce il disastro a un cedimento meccanico verificatosi a pochi minuti dal decollo da Salonicco, in Grecia, con destinazione Memmingen, in Germania.

La dinamica dell'impatto e il recupero del passeggero

Era il pomeriggio del 10 luglio quando, durante la fase di salita, il motore destro del Boeing 737 ha subito un «guasto della ventola»: una delle pale si è spezzata, e i detriti generati dallo schianto hanno perforato la carlinga, centrando in pieno il finestrino accanto al quale era seduto un turista. La violenza dell'impatto ha letteralmente fatto esplodere il vetro, creando un varco attraverso il quale la differenza di pressione tra cabina e atmosfera ha risucchiato il malcapitato, la cui testa è rimasta incastrata nell'apertura.

Solo l'intervento tempestivo e disperato degli altri passeggeri, tra cui la moglie, che lo hanno trattenuto con forza per diversi minuti, ha impedito che venisse espulso completamente dall'aereo, consentendogli di sopravvivere a un evento la cui violenza è difficilmente descrivibile.

Il rapporto dell'Ntsb, diffuso dai media statunitensi, conferma che la cabina è andata incontro a una depressurizzazione improvvisa a causa dei «frammenti del motore che hanno sfondato la fusoliera», circostanza che ha costretto i piloti a effettuare un immediato rientro e un atterraggio di emergenza, durante il quale il passeggero è stato infine soccorso e trasportato in ospedale.

La scoperta dei resti di volatili e il nodo dell'usura

Nel corso delle ispezioni condotte sul propulsore danneggiato, gli investigatori dell'Ntsb hanno effettivamente rinvenuto tracce di resti di volatili all'interno del motore, un elemento che potrebbe suggerire un possibile impatto con uccelli durante la salita, ma che al momento non è stato indicato come la causa scatenante del cedimento.

La scoperta, per quanto rilevante, non ha portato a conclusioni definitive sul perché la pala della ventola si sia rotta, e il nodo centrale dell'inchiesta rimane invece il cedimento per usura del metallo, una pista che riapre le preoccupazioni sulla robustezza di questi componenti e sull'efficacia dei controlli periodici.

Gli esperti dell'Ntsb stanno ora analizzando il metallo della pala per determinare se esistessero microfratture preesistenti o segni di affaticamento strutturale che, combinati con le sollecitazioni del volo, abbiano portato al distacco, e il dossier sottolinea con chiarezza che il finestrino è stato rotto dall'impatto dei detriti e non da un cedimento autonomo del vetro, come qualcuno aveva inizialmente ipotizzato.

Le implicazioni per la sicurezza e le direttive Faa

Il rapporto preliminare si inserisce in un quadro di crescente attenzione verso i cicli di manutenzione dei motori CFM56, ampiamente utilizzati sui Boeing 737, e riaccende il dibattito sui tempi di applicazione delle direttive emesse dalla Federal Aviation Administration riguardanti i controlli non distruttivi sulle pale delle ventole.

La rottura per usura, se confermata come causa principale, rappresenterebbe un campanello d'allarme per tutte le compagnie aeree che operano questa tipologia di velivoli, in quanto solleverebbe dubbi sulla reale capacità dei protocolli attuali di individuare per tempo cricche o deformazioni del materiale.

L'Ntsb, nel suo lavoro, sta cercando di ricostruire la sequenza esatta degli eventi, incrociando i dati dei registratori di volo con le analisi dei rottami recuperati, e la presenza di resti di volatili, sebbene non sia al momento considerata la causa scatenante, aggiunge un livello di complessità che richiede di comprendere se un eventuale impatto abbia potuto destabilizzare la pala già compromessa dall'usura, innescando così il cedimento catastrofico.

L'intera comunità dell'aviazione, dagli ingegneri ai tecnici di manutenzione, attende ora i risultati definitivi delle analisi metallurgiche per capire se si tratti di un caso isolato o di un problema sistemico che potrebbe richiedere una revisione delle attuali tempistiche di sostituzione dei componenti.

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