Il mio nome è Riccardo Cocciante, a Modena il docufilm di Stefano Salvati per gli ottant'anni dell'artista
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sarà il Victoria Cinema di Modena uno degli scranni privilegiati, se così si può dire, dove lunedì 23 febbraio verrà proiettato in anteprima Il mio nome è Riccardo Cocciante, il primo docufilm che ripercorre, attraverso materiali inediti e uno sguardo d'autore, le tappe fondamentali della vita del cantautore italo-francese. Una pellicola, questa, prodotta da Raffaella Tommasi per Daimon Film in collaborazione con Rai Documentari, che giunge a coronamento di un periodo particolarmente prolifico per l'artista, il quale, nell'anno in cui compie ottant'anni – essendo nato a Saigon il 20 febbraio del 1946 – ha deciso di regalarsi e di regalare al suo pubblico un nuovo singolo dal Titolo Ho vent'anni con te, uscito proprio nel giorno del compleanno e che anticipa l'omonimo album, atteso per il 13 marzo a vent'anni esatti dall'ultima pubblicazione di inediti -1-4.
A dirigere quest'opera prima, che alterna immagini di repertorio a ricostruzioni realizzate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale – le quali permettono di visualizzare momenti dell'infanzia e dell'adolescenza del maestro altrimenti privi di documentazione visiva – è Stefano Salvati, regista e autore tra i più noti nel panorama dei videoclip musicali italiani, nonché amico e collaboratore di Cocciante da circa trentacinque anni -2. Fu Salvati, del resto, a girare per lui il video di Se stiamo insieme, il brano con cui Cocciante vinse il Festival di Sanremo nel 1991, e proprio quel videoclip, opportunamente restaurato, trova spazio all'interno del docufilm insieme a fotografie private e a testimonianze raccolte nell'ultimo anno, offrendo così uno spaccato intimo e per molti versi inedito di un uomo che, come sottolinea il regista, "è la rappresentazione stessa della musica, soffre se non ha un pianoforte sotto le dita" -2.
Un racconto tra musica, tecnologia e memoria familiare
L'idea di realizzare un documentario biografico su Riccardo Cocciante, racconta Salvati in alcune interviste, era nata già nel periodo successivo alla pandemia, quando gli era parso quantomeno singolare che un artista di tale levatura, autore di successi senza tempo come Bella senz'anima o Margherita, non avesse mai consentito la realizzazione di un lavoro organico sulla propria esistenza -2. La svolta, però, è arrivata grazie all'avvicinarsi del traguardo degli ottant'anni e alla volontà, da parte del cantautore, di guardare al futuro con rinnovato slancio creativo: non solo il nuovo album, ma anche il ritorno nei teatri di Notre Dame de Paris, l'opera popolare moderna tratta dal romanzo di Victor Hugo che debuttò in Italia quasi venticinque anni fa e che dal 26 febbraio ripartirà da Milano per una lunga tournée, e una serie di concerti estivi in location suggestive come Piazza San Marco a Venezia o l'Anfiteatro degli Scavi di Pompei -1-10. Il docufilm, in questo senso, non rappresenta tanto un punto di arrivo quanto piuttosto un tassello di un progetto più ampio che coinvolge, tra gli altri, il figlio David, grafico e creativo residente a New York, il quale ha curato personalmente la locandina dell'opera e ha contribuito alla stesura dei testi insieme a Marco Vito, da anni stretto collaboratore del padre -2.
La genesi di un'amicizia artistica lunga tre decenni
Il rapporto tra Salvati e Cocciante, del resto, affonda le sue radici in una frequentazione professionale e umana che ha attraversato diverse epoche della musica leggera italiana, e proprio questa prossimità ha consentito al regista di accedere a un patrimonio di memorie e di materiali altrimenti difficilmente raggiungibili. Nel corso della lavorazione, durata diversi mesi e culminata lo scorso anno con una presentazione di alcuni spezzoni al Festival internazionale del videoclip Imaginaction di Ravenna – dove Cocciante fu ospite d'onore e dove vennero girate alcune sequenze poi inserite nel montaggio finale –, è emersa con chiarezza la centralità della figura di Catherine Boutet, moglie del cantautore dal 1983 e sua instancabile compagna sin da quel lontano 1971 quando, incontratisi a Roma per circostanze fortuite, lei rinunciò a partire per gli Stati Uniti pur di rimanergli accanto -3-6. È lei, Cathy, che Cocciante ha più volte definito "la vestale della mia poetica", colei che lo convinse ad accettare la sfida di Notre Dame de Paris quando molti gli sconsigliavano di imbarcarsi in un'impresa tanto ambiziosa, e che da oltre cinquant'anni condivide con lui non solo l'esistenza privata ma anche le scelte artistiche e professionali -3.
L'appuntamento modenese e le proiezioni in tutta Italia
L'appuntamento modenese di lunedì sera, che vedrà la proiezione alle ore 20.50 presso il Victoria Cinema, si inserisce dunque in un calendario di anteprime nazionali che toccheranno, nella stessa giornata del 23 febbraio, diverse sale cinematografiche italiane: dal Cinemacity di Ravenna, dove il film sarà visibile per quattro giorni consecutivi a partire dal 20, al Faenza Cinedream, dal Multisala Modena di Trento al Cinema Multisala Lux di Roma, dall'Impero di Varese all'Arcadia di Bellinzago Lombardo fino all'Ariston di Mantova, per citare soltanto alcune delle location coinvolte nella distribuzione -4-7. Un'uscita capillare, dunque, che permetterà al pubblico di ripercorrere le tappe di una carriera iniziata alla fine degli anni Sessanta con lo pseudonimo di Riccardo Conte e proseguita attraverso decenni di successi, collaborazioni prestigiose – da Mogol a Lucio Dalla, da Enrico Ruggeri a Mina, con la quale incise il celebre duetto Questione di feeling – e sperimentazioni linguistiche, avendo Cocciante cantato e inciso in italiano, francese e spagnolo, consolidando una reputazione internazionale che pochi altri artisti italiani possono vantare -1. E se il titolo del nuovo singolo, Ho vent'anni con te, suona quasi come una dichiarazione programmatica, un inno alla giovinezza dello spirito che resiste allo scorrere del tempo, il docufilm di Salvati si propone di restituire, attraverso la lente del rapporto personale e della conoscenza diretta, il ritratto di un uomo la cui esistenza è stata, ed è, interamente consacrata alla musica, senza reticenze e senza filtri, nel bene e nel male -2.
Description: A Modena l'anteprima del docufilm su Riccardo Cocciante diretto da Stefano Salvati. Un ritratto inedito dell'artista tra nuovo album e racconti familiari.




