Droni di Lipsia, la Germania accusa Mosca: «Attacco ibrido». E la tensione con la Russia sale
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Redazione Esteri
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La tensione tra Berlino e Mosca, palpabile da settimane, è ormai esplosa in uno scontro aperto che coinvolge direttamente i vertici dei due governi. La Germania ha dichiarato di possedere prove certe riguardo alla matrice russa degli attacchi con droni avvenuti a Lipsia, un episodio che ha scosso non solo il mondo politico tedesco ma anche le alleanze occidentali, con l'Unione Europea e la Nato che hanno prontamente fatto sentire la loro voce, annunciando che non resteranno a guardare.
Il governo guidato da Friedrich Merz ha risposto con un pacchetto di misure di rappresaglia che includono la chiusura del consolato generale russo a Bonn a partire dal 18 settembre, la risoluzione del contratto con la cosiddetta Casa russa di Berlino, considerata dalle autorità tedesche un vero e proprio covo di spie, e un inasprimento della pressione sulla flotta ombra russa, da tempo nel mirino per i sospetti legami con attività illecite e di intelligence.
Le accuse di Berlino e le prove dei servizi
Il ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt, affiancato dal collega degli Esteri Johann Wadephul, ha tenuto una conferenza stampa a Berlino per illustrare le conclusioni delle indagini, durate quasi un mese. Dietro il ritrovamento di droni nell'aeroporto di Lipsia e l'attacco che ha colpito un aereo cargo, successivamente dirottato su Hannover, ci sarebbe senza ombra di dubbio la mano di Mosca.
I servizi segreti, il ministero della Difesa e le forze dell'ordine hanno lavorato in stretta sinergia, mettendo insieme tutte le tracce, raccogliendo indizi e analizzando il modus operandi di quello che Dobrindt ha definito senza mezzi termini un «attacco ibrido», attribuendone la responsabilità alla Russia. Le parole del ministro sono state nette e hanno segnato un punto di non ritorno nei rapporti tra i due paesi, già messi a dura prova dalle divergenze sulla guerra in Ucraina e dalle continue accuse di interferenze e sabotaggi.
La replica di Mosca e le operazioni in Ucraina
La risposta del Cremlino non si è fatta attendere e ha assunto toni minacciosi. Mosca ha immediatamente replicato alle accuse tedesche, promettendo che reagirà a quelle che definisce «decisioni antirusse» prese da Berlino. Le parole dei funzionari russi sono state particolarmente dure, parlando di possibili «risposte devastanti» nel caso di quelle che hanno definito «folli avventure antirusse», con un chiaro riferimento alla regione baltica e alla crescente presenza militare della Nato nell'area.
Il presidente russo Vladimir Putin ha cercato di ridimensionare le accuse, suggerendo che le dichiarazioni di Berlino sarebbero da imputare a una difficile situazione politica interna tedesca, che vedrebbe il cancelliere Merz in difficoltà, cercando così di gettare ombre sulle motivazioni profonde delle decisioni del governo tedesco.
Nel frattempo, il ministero della Difesa di Mosca ha reso noto che durante la scorsa notte sono stati condotti attacchi mirati in Ucraina, colpendo il centro logistico Chaika a Kiev, appartenente al gruppo Alfa Development, accusato di immagazzinare e distribuire merci straniere a duplice uso, tra cui componenti essenziali per droni a medio e lungo raggio.
Le forze russe hanno inoltre bombardato quattro infrastrutture energetiche strategicamente collegate al funzionamento dei porti ucraini, con particolare attenzione al porto di Odessa, dove gli attacchi hanno danneggiato un impianto pilota per la produzione di imbarcazioni senza equipaggio, sei serbatoi di carburante destinati alle forze armate ucraine e magazzini contenenti equipaggiamento militare, in un'operazione che dimostra la continuità e l'intensità delle ostilità sul fronte orientale.
La reazione dell'Ue e della Nato
Di fronte a questa escalation verbale e alle prove presentate dalla Germania, le reazioni delle istituzioni europee e atlantiche sono state immediate e hanno sottolineato la gravità della situazione. L'Unione Europea e la Nato hanno espresso pieno sostegno alla Germania, condannando fermamente l'atto che viene ormai inquadrato come un attacco ibrido volto a minare la sicurezza del continente.
I rappresentanti delle due organizzazioni hanno dichiarato che verranno adottate tutte le misure necessarie per rispondere a queste azioni, anche se al momento non sono stati specificati i dettagli operativi di questa risposta. La premier italiana Giorgia Meloni ha raccolto l'appello alla compattezza, dichiarando la necessità di restare uniti nella difesa dei principi e della sicurezza comune, in un momento in cui la guerra ibrida sembra essere diventata un'arma sempre più utilizzata da Mosca per destabilizzare l'Europa.
Le misure di rappresaglia annunciate da Berlino, che vanno dalla chiusura del consolato alla messa in discussione di accordi economici e logistici, rappresentano un significativo inasprimento della posizione tedesca, che fino a poco tempo fa aveva mantenuto un approccio più cauto nei confronti di Mosca, nonostante le pressioni degli alleati.
La decisione di agire duramente, supportata dalle prove raccolte, segna un cambio di passo che potrebbe avere ripercussioni durature sulle già compromesse relazioni diplomatiche tra i due paesi, con il rischio concreto che questa crisi si trascini per mesi, alimentando ulteriormente la spirale di sfiducia e ostilità che caratterizza ormai da tempo il rapporto tra Europa e Russia.
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