Il cartello con il rombo bianco su sfondo blu: cosa significa e quanto rischi se lo ignori
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Sulle arterie stradali di mezza Europa, in particolare oltre il confine francese e in territorio spagnolo, sta comparendo con sempre maggiore frequenza un segnale che, per l’automobilista italiano medio, può apparire quantomeno criptico. Si tratta di un pannello, solitamente a sfondo blu, al centro del quale campeggia un rombo di colore bianco: un simbolo essenziale, privo di scritte esplicative, la cui interpretazione non è immediata per chi non ne conosce l’etimologia normativa. La sua funzione, in realtà, è molto specifica e si inserisce in una strategia di mobilità volta a decongestionare il traffico nelle aree metropolitane più densamente popolate. Questo contrassegno, infatti, identifica l’inizio di una corsia HOV, acronimo dell’inglese High Occupancy Vehicle, un termine che sta a indicare i veicoli con un tasso di occupazione (cioè di passeggeri a bordo) elevato.
La funzione della corsia preferenziale e i veicoli ammessi
La ratio che sottende all’istituzione di queste corsie, generalmente posizionate sulla carreggiata di sinistra nei tratti autostradali o nelle tangenziali, è quella di incentivare il cosiddetto carpooling, ovvero la condivisione dell’auto tra più persone dirette, per esempio, verso il medesimo polo lavorativo o universitario. L’accesso a questa corsia riservata non è libero, ma subordinato al rispetto di precisi criteri relativi alla tipologia del mezzo e al numero di occupanti. In linea di massima, possono usufruirne le autovetture con almeno due persone a bordo (conducente inclusi), ma l’elenco dei beneficiari è spesso più ampio e ricomprende i motocicli, a patto che trasportino un passeggero, i taxi, i veicoli adibiti al trasporto pubblico e quelli a propulsione elettrica o a basse emissioni, che in Francia, ad esempio, devono essere muniti del certificato Crit’Air 0. Non è raro, inoltre, che accanto al rombo vi siano dei pannelli integrativi i quali specificano ulteriormente le modalità di fruizione, come le fasce orarie di attivazione della corsia – spesso limitate alle ore di punta dei giorni feriali – o il numero minimo di passeggeri richiesto, che in alcuni contesti può salire a tre (3+).
La diffusione in Europa e l'assenza dal codice italiano
Lungi dall’essere una novità assoluta, questo sistema di gestione del traffico è in vigore da decenni nel Nord America, dove il rombo, pur presentandosi talvolta su sfondo nero, è un elemento familiare per gli automobilisti. In Europa, la Francia ha fatto da apripista già a partire dal 2020, con sperimentazioni avviate a Lione, Grenoble e Strasburgo, per poi estendere la misura ad altre metropoli come Parigi, dove il dispositivo è stato introdotto sul Boulevard Périphérique. Anche la Spagna, in particolare nelle aree di Madrid e Barcellona, ha adottato provvedimenti analoghi, sebbene talvolta la segnaletica utilizzi anche pittogrammi diversi, come l'icona di un'auto accompagnata dalla scritta "2+". Al momento, il Codice della Strada italiano non prevede l’utilizzo di questa specifica segnaletica, né l’istituzione di corsie HOV, sebbene il dibattito sulla loro potenziale introduzione, anche solo in via sperimentale per le grandi conurbazioni, sia periodicamente al centro del confronto tra esperti di mobilità e amministrazioni locali.
I sistemi di controllo e l'ammontare delle sanzioni
Il mancato rispetto delle prescrizioni imposte dal rombo bianco può tradursi in conseguenze economiche tutt'altro che trascurabili per l'automobilista distratto o per il "furbo" che tenti di aggirare la fila utilizzando impropriamente la corsia preferenziale. In Francia, la sanzione pecuniaria prevista per chi circola su queste corsie senza averne diritto è fissata a 135 euro, una cifra che, se pagata in tempi brevi, può essere ridotta a 90 euro. Oltre i Pirenei, in Spagna, la multa può raggiungere picchi ancora più elevati, arrivando fino a 200 euro. I dispositivi di controllo, peraltro, non si limitano alla sola verifica da parte delle forze dell'ordine: lungo molti di questi assi viari sono state installate telecamere ad alta definizione e sensori a infrarossi, sistemi in grado di scrutinare l'abitacolo dei veicoli in transito per accertare il numero effettivo di occupanti, rendendo la violazione facilmente accertabile anche a distanza.




