Il nuovo cartello con il rombo bianco su sfondo blu che sta facendo lievitare le multe in Europa
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Redazione Esteri
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Negli ultimi mesi, lungo le arterie stradali di diverse nazioni europee, gli automobilisti stanno facendo i conti con un segnale la cui forma, un rombo dai contorni bianchi immerso in un campo blu, cela un significato preciso e, per chi lo ignora, potenzialmente salato in termini di sanzioni pecuniarie. Si tratta di un cartello, già da decenni familiare agli utenti della strada negli Stati Uniti e in Canada, che ora sta comparendo con frequenza crescente anche in Europa centro-meridionale, dalla Francia alla Spagna, e la cui funzione è quella di delimitare le cosiddette corsie HOV, acronimo di High Occupancy Vehicle, ovvero corsie riservate ai veicoli ad alta occupazione. L'obiettivo dichiarato di questa segnaletica, che potrebbe in futuro fare capolino anche nei codici della strada di paesi come l'Italia, è duplice: da un lato si punta a fluidificare il traffico nelle ore di punta, dall'altro a incentivare forme di mobilità condivisa come il carpooling, riducendo così il numero complessivo di veicoli in circolazione e, di riflesso, l'impatto ambientale.
Il significato del rombo e le regole di accesso alle corsie preferenziali
Il rombo bianco su fondo blu, che in Nord America si presenta talvolta con sfondo nero, non è un semplice consiglio ma un'indicazione prescrittiva: identifica una corsia, solitamente quella di sinistra, il cui utilizzo è sottoposto a specifiche restrizioni. La regola fondamentale, quella che gli automobilisti devono tenere a mente per evitare spiacevoli sorprese, è che l'accesso è consentito primariamente ai veicoli con almeno due occupanti, conducente incluso, una misura pensata per premiare la condivisione del viaggio. A questa categoria principale, a seconda delle legislazioni locali e delle indicazioni fornite da eventuali pannelli integrativi, se ne aggiungono altre: i mezzi del trasporto pubblico come gli autobus, i taxi, le motociclette (purché con passeggero), e in molti casi anche i veicoli a basse o zero emissioni, come le auto elettriche, purché munite dei previsti contrassegni. Non è raro, infatti, che accanto al cartello compaiano ulteriori specifiche, come le fasce orarie di attivazione della corsia o il numero minimo di passeggeri richiesto, che in alcuni casi può salire a tre.
L’occhio elettronico e l’entità delle sanzioni per i trasgressori
Chi fosse tentato di avventurarsi in queste corsie riservate contando sul fatto di non essere notato farebbe meglio a ripensarci, perché la sorveglianza è affidata a sistemi tecnologici avanzati. Le corsie HOV sono quasi costantemente monitorate da sofisticate telecamere e sensori, talvolta integrati da sistemi a infrarossi e intelligenza artificiale, in grado di scrutare l'abitacolo dei veicoli per accertare il numero effettivo di occupanti e di rilevare le targhe, rendendo di fatto l'accertamento della violazione un processo automatizzato e inappellabile. In Spagna, dove la Dirección General de Tráfico ha già avviato l'installazione di questi dispositivi, noti anche come "radar neri" per la loro scarsa visibilità, la multa per chi percorre queste corsie da solo può raggiungere i 200 euro, una cifra che in Francia si attesta invece sui 135 euro, a testimonianza di come la volontà di disincentivare i comportamenti scorretti sia sostenuta da un regime sanzionatorio piuttosto rigoroso.
La possibile estensione della misura e il dibattito sulla mobilità sostenibile
Mentre in paesi come la Spagna l'impiego di questa segnaletica, talvolta integrata con pittogrammi direttamente sull'asfalto, è in una fase di decisa espansione, in Italia il dibattito è ancora in una fase embrionale, sebbene non manchino riflessioni sulla sua potenziale introduzione per allinearsi agli standard di mobilità sostenibile del contesto europeo. L'Unione Europea, del resto, sta spingendo verso un'armonizzazione delle normative e della segnaletica stradale tra gli stati membri, con l'obiettivo di facilitare gli spostamenti transfrontalieri e promuovere politiche di trasporto più verdi e integrate, come l'introduzione di patenti digitali e sistemi di penalità unificati. La comparsa di questo rombo, quindi, non rappresenta soltanto una novità nel panorama della segnaletica verticale, ma incarna un cambiamento più profondo nel modo di concepire la mobilità, dove l'uso dell'auto privata viene ripensato in funzione di un bene collettivo, e chi viaggia da solo si trova, suo malgrado, a dover cercare percorsi alternativi.




