Il nuovo cartello con il rombo bianco che spunta in Europa: ecco cosa significa per chi guida
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Redazione Interno
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Negli ultimi mesi, chi percorre le autostrade francesi o le tangenziali spagnole, magari diretto verso Lione o in uscita da Madrid, potrebbe essersi imbattuto in un segnale dall’aspetto inconsueto: un rombo bianco, netto, stampato su uno sfondo blu. Non ci sono scritte, né simboli aggiuntivi, e questa essenzialità, unita alla sua crescente diffusione, sta generando più di qualche perplessità tra gli automobilisti italiani abituati a un’altra segnaletica. Si tratta del cartello che identifica le corsie HOV, acronimo di High Occupancy Vehicle, una misura pensata per decongestionare il traffico e ridurre le emissioni, ma che per chi la ignora può tradursi in una sanzione salata.
Una corsia riservata, ma non per tutti
Il rombo bianco, che in alcuni paesi come gli Stati Uniti d’America compare su fondo nero mentre in Europa ha ormai standardizzato la tinta blu, delinea un percorso preferenziale. Su queste corsie, solitamente posizionate sulla sinistra della carreggiata, non tutti possono circolare liberamente. L’accesso è infatti consentito principalmente ai veicoli ad alta occupazione, il che significa, nella maggior parte dei casi, automobili con almeno due persone a bordo, conducente incluso. A seconda delle legislazioni locali e di specifici pannelli integrativi, che talvolta riportano scritte come “2+” o “3+”, il numero minimo di occupanti può salire, richiedendo la presenza di due o addirittura tre passeggeri. A costoro si aggiungono categorie ben precise: i taxi, i mezzi del trasporto pubblico come gli autobus, e in alcuni contesti, come in Francia, anche i veicoli a bassissime emissioni, purché muniti di apposita certificazione ambientale.
Oltralpe e in Spagna: la diffusione e i controlli
La Francia è senza dubbio il paese europeo dove questa segnaletica ha attecchito maggiormente. Introdotta a partire dal 2020 su impulso del Cerema, l’agenzia pubblica che si occupa di rischi e mobilità, l’hanno vista spuntare città come Grenoble, Strasburgo e, naturalmente, sulla tangenziale di Parigi. Anche la Spagna ha adottato il sistema, rendendolo operativo su diverse arterie che servono Madrid, Siviglia o Malaga, mentre in Germania si procede ancora per fasi sperimentali. Quello che mette in allerta chi viaggia è la crescente efficacia dei controlli: non più solo pattuglie in carne e ossa, ma un numero sempre maggiore di telecamere ad alta definizione. Questi occhi elettronici, sospesi sulla carreggiata, sono in grado di contare gli occupanti dei veicoli, infliggendo multe a chi percorre la corsia riservata viaggiando da solo. In Francia la sanzione per questa infrazione ammonta a 135 euro, cifra che in Spagna può superare i 200 euro.
Il contesto italiano: nessun pericolo imminente
Nonostante il tam tam mediatico e i titoli che annunciano l’arrivo di un nuovo spauracchio per gli automobilisti, in Italia il cartello con il rombo bianco su sfondo blu non esiste e, al momento, non è all’orizzonte una sua introduzione immediata. Il nostro Codice della Strada non prevede la figura del carpooling come categoria avente diritto a corsie riservate di questo tipo. Per arrivare a una sua implementazione, sarebbe necessaria una modifica legislativa che riconosca questa forma di mobilità condivisa, seguita da un aggiornamento del Regolamento di esecuzione per definire grafica, dimensioni e modalità di impiego del nuovo segnale. Un iter che, ipotizzando anche una semplice sperimentazione, richiederebbe tempistiche non brevi e un percorso burocratico articolato.
Va altresì ricordato che la segnaletica italiana contempla già l’uso di una figura romboidale, ma con un significato profondamente diverso. Il rombo giallo bordato di bianco, ben noto a chi guida, indica il diritto di precedenza lungo una strada, e la sua funzione cessazione è marcata da una barra trasversale nera. Nulla a che vedere, quindi, con le corsie preferenziali per i veicoli condivisi. L’attenzione sul tema, e la conseguente eco online, è probabilmente stata amplificata dalla concomitanza con le recenti modifiche al Codice della Strada in altre materie e dalla forma stessa del simbolo, che cattura l’occhio richiamando alla mente loghi e icone del mondo dell’auto.




